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Ue pronta a indagare su Meta per l’integrazione dell’IA in WhatsApp

- di: Anna Montanari
 
Ue pronta a indagare su Meta per l’integrazione dell’IA in WhatsApp

La Commissione europea sarebbe pronta ad avviare una nuova indagine antitrust nei confronti di Meta, questa volta per l’integrazione delle sue funzionalità di intelligenza artificiale — il sistema “Meta AI” — all’interno di WhatsApp. Lo riporta il Financial Times, citando due funzionari europei informati del dossier. L’annuncio formale è atteso a giorni, anche se le tempistiche potrebbero ancora subire variazioni.

Ue pronta a indagare su Meta per l’integrazione dell’IA in WhatsApp

Secondo le prime indicazioni, l’indagine si concentrerebbe sulle modalità con cui Meta ha integrato il proprio modello di IA generativa nel servizio di messaggistica, introdotto all’inizio dell’anno. Bruxelles vuole valutare se questa integrazione possa aver generato distorsioni concorrenziali, ad esempio attraverso un uso privilegiato dei dati raccolti da WhatsApp o attraverso un effetto di leva improprio tra prodotti e piattaforme all’interno dell’ecosistema Meta.

L’attenzione dell’Ue sul potere dei grandi ecosistemi digitali

L’apertura di un’indagine rappresenterebbe un nuovo capitolo nell’azione di controllo dell’Ue sulle grandi piattaforme digitali. Meta è già oggetto di vari procedimenti in relazione alla conformità al Digital Markets Act (DMA), la normativa che disciplina il comportamento dei gatekeeper e limita le pratiche che possono ostacolare la concorrenza.
L’integrazione dell’IA nei servizi di messaggistica viene considerata un passaggio strategico per i colossi tech: aumenta la permanenza degli utenti sulle piattaforme, crea nuovi servizi ad alto valore aggiunto e rafforza ulteriormente il ruolo del gruppo nel mercato dei dati.

Implicazioni economiche e regolatorie
Per Meta, un’indagine formale potrebbe tradursi in nuovi obblighi, eventuali rimodulazioni delle funzionalità IA e possibili sanzioni in caso di violazioni accertate. Per il mercato europeo, la mossa segnala la volontà della Commissione di evitare che l’IA diventi un ulteriore fattore di rafforzamento del potere dei grandi gatekeeper a scapito di operatori più piccoli o di soluzioni indipendenti.
Il procedimento arriverebbe in un momento di forte concorrenza globale sull’IA generativa, con l’Europa che tenta di coniugare innovazione e tutela del mercato interno.

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