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Treu (CNEL): "Lo smart working va inserito nel welfare aziendale"

- di: Daniele Minuti
 
Treu (CNEL): 'Lo smart working va inserito nel welfare aziendale'
Tiziano Treu, Presidente del CNEL, ha parlato ai microfoni di Radio Confapi a commento dell'uscita della nuova edizione, da lui curata, della guida al welfare aziendale. E uno degli argomenti toccati è stato quello che sta animando il dibattito pubblico in questi giorni, quello dello smart working.

"Lo smart working" - ha dichiarato Treu - "può essere considerato come una nuova forma di welfare aziendale, che va ad affiancarsi ad altri benefici da considerare più tradizionali in quanto consente, se regolamentato in modo efficace, di poter conciliare meglio i tempi del lavoro e della vita. Per questo ritengo che come tale dovrà essere sempre più considerato in futuro".

Il Presidente del CNEL ha continuato: "Il welfare aziendale fino a due anni fa era appannaggio di poche grandi imprese mentre ora si è esteso a decine di migliaia di aziende, diventando un fenomeno sempre più diffuso. Gli ultimi dati del Ministero del Lavoro parlano di decine di migliaia di accordi aziendali e di un centinai di misure diverse che vanno dai voucher per l’asilo nido alle polizze sanitarie, dai benefits per la spesa e la mobilità a quelli per la famiglia ma anche per il tempo libero, come abbonamenti a palestre, società sportive, piscine. Oggi la moneta del welfare può pesare più della moneta cash contenuta nella busta paga, anche perché quest’ultima è tassata mentre le attività di welfare sono defiscalizzate e dunque se voglio destinare una cifra per ogni dipendente esso ne beneficerà pienamente. Peraltro, più i benefici sono destinati ad un numero elevato di dipendenti più aumenta il risparmio per l’azienda che può investire su un numero maggiore di misure. La questione che si è aperta con la pandemia è come rendere il welfare aziendale sempre più omogeneo ed estenderlo alle piccole e piccolissime imprese i cui dipendenti sono ancora tagliati fuori, tranne in pochi casi virtuosi. Bisogna incentivare i contratti di rete, le forme di organizzazione sul territorio, il rapporto con gli enti locali".
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