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Papa Leone XIV ridisegna il potere dello Ior

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Papa Leone XIV ridisegna il potere dello Ior

Una decisione storica per gli equilibri interni della Santa Sede. Papa Leone XIV ha stabilito che lo Ior, la banca vaticana, non avrà più la competenza esclusiva sulla gestione patrimoniale della Chiesa. D’ora in poi il controllo sarà condiviso con l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l’ente che gestisce immobili, investimenti e bilanci del Vaticano.

Papa Leone XIV ridisegna il potere dello Ior

È un passo che punta a superare l’immagine di un istituto chiuso e opaco. Negli ultimi anni, lo Ior era stato più volte al centro di inchieste giornalistiche e procedimenti giudiziari per investimenti rischiosi o poco trasparenti. Il papa ha deciso di rafforzare i meccanismi di controllo e di bilancio, creando una catena di responsabilità condivisa tra le due istituzioni economiche.

Un messaggio al mondo cattolico
La scelta arriva in un momento in cui la Chiesa è chiamata a dimostrare un uso più rigoroso delle risorse. Leone XIV ha spiegato che “l’amministrazione dei beni deve rispondere a criteri di sobrietà e trasparenza, come testimonianza di credibilità per i fedeli”. Il provvedimento è stato accolto positivamente da molte conferenze episcopali, che vedono nella riforma una maggiore coerenza con la missione pastorale.

Il ruolo dell’Apsa
L’Apsa diventa il centro di coordinamento finanziario, con l’obiettivo di armonizzare la gestione del patrimonio immobiliare e mobiliare. Il suo presidente ha assicurato che la nuova struttura permetterà “controlli più stringenti, conti più chiari e una pianificazione a lungo termine delle risorse destinate alle opere di carità e alle missioni”.

Continuità e rottura
La decisione di Leone XIV si inserisce nel solco delle riforme avviate dai suoi predecessori, ma ne accentua il carattere istituzionale. Con il nuovo assetto, lo Ior continuerà a occuparsi di attività bancarie, ma non potrà più decidere in autonomia sugli investimenti patrimoniali. Per molti osservatori è un passaggio che chiude definitivamente la stagione in cui lo Ior era percepito come “uno Stato nello Stato”.

Reazioni e prospettive
Nei palazzi vaticani la mossa è stata interpretata come un segnale di volontà riformatrice e di maggiore apertura verso i criteri di governance internazionale. Alcuni prelati sottolineano che la sfida sarà far funzionare il coordinamento tra istituzioni diverse, evitando sovrapposizioni e conflitti interni.
Per il papa, la riforma non è solo tecnica ma pastorale: “I beni della Chiesa – ha ricordato – non sono un fine ma uno strumento per il bene comune”.

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