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Manovra, Salvini: “Le banche guadagnano 45 miliardi, nessun esproprio. Chi ha di più deve dare di più”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Manovra, Salvini: “Le banche guadagnano 45 miliardi, nessun esproprio. Chi ha di più deve dare di più”

Alla vigilia del Consiglio dei ministri dedicato alla legge di bilancio 2026, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini chiarisce le linee guida della manovra: “L’obiettivo è aumentare, non per tutti, pensioni e stipendi, cancellare le cartelle esattoriali fino al 2023 e assumere medici e infermieri”.

Manovra, Salvini: “Le banche guadagnano 45 miliardi, nessun esproprio”

In un’intervista a Sky TG24, Salvini sottolinea l’intenzione di destinare risorse alle categorie più fragili e di alleggerire il peso fiscale sulle famiglie e sui lavoratori a basso reddito. La manovra, osserva il leader della Lega, dovrà coniugare rigore e sostegno all’economia reale, in un contesto di crescita ancora debole e con margini di bilancio limitati.

Il caso banche: “Non un esproprio, ma un contributo di solidarietà”
Uno dei punti più discussi riguarda il contributo straordinario sugli utili bancari, che il governo intende ricalibrare come misura strutturale. “Le banche quest’anno chiuderanno con profitti per oltre 50 miliardi di euro – ha spiegato Salvini – se ne guadagneranno ‘solo’ 45 penso che sia una cosa utile anche per gli anni a venire”.
Il vicepremier respinge le critiche di chi parla di intervento punitivo: “Non è un esproprio proletario, ma un atto di responsabilità. In un momento di difficoltà, chi ha di più deve dare di più”.
La misura, nelle intenzioni dell’esecutivo, mira a sostenere la spesa sociale e il taglio del cuneo fiscale, utilizzando una parte dei profitti straordinari maturati dal settore bancario negli ultimi esercizi, anche in seguito ai rialzi dei tassi d’interesse.

Obiettivi sociali e sfida alle disuguaglianze
Il messaggio di Salvini si inserisce in una strategia politica più ampia, che punta a conciliare equità sociale e crescita. La priorità – ribadisce – è destinare risorse alle categorie più colpite dall’inflazione e dal caro vita, senza compromettere la stabilità dei conti pubblici.
Tra le misure in discussione figurano un nuovo intervento sulle pensioni minime, il rafforzamento del taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi, e un piano per assumere personale sanitario e ridurre le liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale.
“La manovra deve dare un segnale di giustizia – afferma il leader della Lega – e intervenire su chi ha redditi più bassi e su chi ha pagato di più la crisi. Non si tratta di redistribuire in modo ideologico, ma di favorire chi lavora e produce”.

Tra crescita e consenso: la posizione della Lega nella maggioranza
Il dibattito sulla manovra si preannuncia intenso anche all’interno della coalizione di governo. Salvini rivendica il ruolo della Lega nel difendere il potere d’acquisto e la competitività delle imprese, ma insiste sulla necessità di equilibrio nei conti e coerenza nelle scelte.
Il leader del Carroccio definisce la manovra “una legge di bilancio del buonsenso”, in grado di coniugare responsabilità finanziaria e sostegno all’economia reale, ribadendo che il contributo chiesto al sistema bancario “non è una tassa ideologica, ma una misura di equità e stabilità”.
Con il Consiglio dei ministri chiamato a varare il testo definitivo, il confronto con Bruxelles e con i mercati si preannuncia delicato. Ma Salvini ribadisce la linea: “In tempi difficili, chi ha di più deve dare di più. Non per punire, ma per costruire insieme un’Italia più giusta”.

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