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Commercio, Istat: vendite al dettaglio in calo a settembre (-0,5%), +0,4% su base annua

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Commercio, Istat: vendite al dettaglio in calo a settembre (-0,5%), +0,4% su base annua

Dopo alcuni mesi di sostanziale tenuta, a settembre il commercio al dettaglio torna a mostrare un segno negativo. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, il valore delle vendite al dettaglio è diminuito dello 0,5% rispetto ad agosto 2025, mentre cresce su base annua dello 0,4% rispetto a settembre 2024.

Commercio, Istat: vendite al dettaglio in calo a settembre (-0,5%), +0,4% su base annua

L’istituto di statistica segnala che la flessione mensile riguarda sia i beni alimentari (-0,3%) sia i beni non alimentari (-0,6%), a conferma di una fase di incertezza dei consumi legata all’inflazione persistente e alla prudenza delle famiglie italiane.

Andamento disomogeneo tra i diversi comparti
All’interno dei beni non alimentari, l’Istat rileva variazioni tendenziali eterogenee tra i vari gruppi di prodotti. L’aumento più marcato riguarda i Prodotti di profumeria e cura della persona (+4,0%), che continuano a beneficiare della ripresa del turismo e della spesa legata al benessere.

Al contrario, si registrano cali significativi per le Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-5,7%) e per Abbigliamento e pellicceria (-5,2%), comparti che risentono ancora della debolezza della domanda interna e della riduzione delle spese discrezionali.

Grande distribuzione e online in crescita
Rispetto a settembre 2024, il valore complessivo delle vendite risulta in aumento per la grande distribuzione (+0,4%), sostenuta soprattutto dai canali specializzati, e per le vendite al di fuori dei negozi (+1,9%), come mercati e distributori automatici.

Cresce in modo rilevante anche il commercio elettronico (+7,3%), che continua a rappresentare il motore principale del settore, grazie all’espansione delle piattaforme digitali e alla maggiore fidelizzazione dei consumatori online.

Si osserva invece una flessione per le imprese operanti su piccole superfici (-0,4%), segnale che le realtà tradizionali faticano a mantenere competitività in un contesto di margini sempre più compressi.

I segnali di fondo: consumi prudenti e polarizzazione del mercato
Il quadro tracciato dall’Istat conferma una tendenza ormai strutturale: la polarizzazione del commercio tra grandi catene e canali digitali da un lato e la difficoltà delle piccole realtà commerciali dall’altro.
Il rallentamento dei consumi, insieme ai costi energetici e alle incertezze del quadro macroeconomico, spinge le famiglie a orientarsi verso acquisti più selettivi e mirati.

Per i prossimi mesi, gli analisti stimano un possibile miglioramento trainato dalla stagione natalizia, ma con livelli di spesa ancora inferiori al periodo pre-pandemico.

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