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Istat: ad agosto 2025 calano gli occupati, cresce l’inattività, disoccupazione giovanile al 19,3%

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Istat: ad agosto 2025 calano gli occupati, cresce l’inattività, disoccupazione giovanile al 19,3%

Il mercato del lavoro italiano mostra segnali di rallentamento ad agosto 2025. Secondo i dati provvisori diffusi da Istat, il numero degli occupati è diminuito dello 0,2% rispetto a luglio, pari a circa 57 mila persone in meno. La flessione colpisce uomini e donne, riguarda sia i dipendenti a tempo indeterminato sia quelli a termine e coinvolge soprattutto le fasce d’età più giovani.

Istat: ad agosto 2025 calano gli occupati, cresce l’inattività

Il tasso di occupazione scende così al 62,6%, con una contrazione di 0,2 punti percentuali. La perdita di posti di lavoro avviene in un momento di apparente stabilità macroeconomica, ma segnala una fragilità strutturale nella capacità del sistema produttivo di assorbire forza lavoro, in particolare tra i lavoratori under 50.

Cresce l’inattività, stabile il tasso di disoccupazione

Se l’occupazione arretra, il numero delle persone in cerca di lavoro registra un leggero aumento: +0,4% pari a 7 mila unità. L’incremento interessa soprattutto gli uomini e la fascia centrale d’età (25-49 anni), mentre le donne in cerca di occupazione segnano un lieve calo.
Il tasso di disoccupazione complessivo resta fermo al 6,0%, ma sale quello giovanile: nella fascia 15-24 anni raggiunge il 19,3%, in aumento di 0,6 punti.
Particolarmente rilevante l’aumento degli inattivi: la quota di persone tra i 15 e i 64 anni che non lavorano né cercano un impiego cresce dello 0,5% (+60 mila unità), portando il tasso di inattività al 33,3%. Questo dato segnala un indebolimento del legame con il mercato del lavoro e potrebbe riflettere fenomeni di scoraggiamento.

Un trimestre in moderata crescita
Il quadro appare meno negativo se si considera il periodo giugno-agosto 2025, che rispetto al trimestre precedente (marzo-maggio) registra un aumento degli occupati dello 0,2% (+42 mila unità). Nello stesso intervallo, le persone in cerca di lavoro calano del 4,4% (-71 mila), mentre gli inattivi crescono di 36 mila unità (+0,3%).
Nel confronto con agosto 2024, l’occupazione risulta in crescita dello 0,4% (+103 mila unità). L’incremento interessa sia uomini sia donne, con una concentrazione tra gli over 50, mentre diminuiscono gli occupati giovani. Il tasso di occupazione sale di 0,1 punti percentuali su base annua.

Dinamiche contrattuali divergenti

Il calo mensile dell’occupazione è legato in gran parte alla diminuzione dei dipendenti permanenti (-0,2%) e, in misura più marcata, dei dipendenti a termine (-1,5%). Solo gli autonomi mostrano un lieve aumento (+0,1%).
Su base annua, il quadro è opposto: crescono i dipendenti stabili (+1,3%) e gli autonomi (+2,7%), mentre i dipendenti a termine si riducono in modo significativo (-8,9%). Questa dinamica evidenzia un mercato del lavoro che tende a privilegiare la stabilità contrattuale, ma che fatica a garantire continuità nei segmenti più flessibili.

Giovani ancora in difficoltà
Il dato più preoccupante resta quello della disoccupazione giovanile, che sfiora un giovane su cinque nella fascia 15-24 anni. La combinazione di bassa occupazione, alti livelli di inattività e crescita dell’instabilità lavorativa per chi entra nel mercato costituisce una delle sfide più gravi per il sistema Paese.
Gli esperti sottolineano come sia necessaria un’azione coordinata che punti a rafforzare le competenze digitali e verdi, oltre a misure che incentivino l’inserimento dei giovani nelle imprese, favorendo tirocini retribuiti e contratti di apprendistato di qualità.

Tra congiuntura e prospettive
I dati Istat rivelano un doppio volto del mercato del lavoro: da un lato, segnali di fragilità congiunturale nella parte finale dell’estate, dall’altro un trend annuale ancora positivo, grazie alla crescita dell’occupazione stabile e degli over 50.
Secondo gli analisti, il rallentamento di agosto potrebbe riflettere l’incertezza legata alla debolezza della domanda interna e agli effetti ritardati delle politiche monetarie, oltre alle difficoltà di alcuni comparti produttivi ad assorbire nuova occupazione.

Politiche per invertire la rotta
Per consolidare i segnali positivi di medio termine e contrastare il calo congiunturale, gli economisti indicano la necessità di politiche attive del lavoro più efficaci, incentivi alle assunzioni giovanili e investimenti in formazione, in particolare per i settori innovativi e digitali.
Allo stesso tempo, il sostegno alla produttività delle imprese e la semplificazione delle regole per i contratti stabili possono aiutare a rafforzare la domanda di lavoro e a ridurre il ricorso a forme precarie.

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