C’è un’Italia giovane che non scappa ma torna. E lo fa zappa e tablet alla mano. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, nel secondo trimestre del 2025 gli occupati under 35 nei campi sono aumentati del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che racconta il volto nuovo dell’agricoltura italiana, sempre più innovativa, digitale e multifunzionale.
Giovani e campi, l’Italia torna alla terra digitale: +18% gli under 35 in agricoltura
Un ritorno alla terra che non è nostalgia ma prospettiva, come ha sottolineato la Coldiretti durante la consegna degli Oscar Green regionali, inaugurando il Villaggio Contadino di Bologna alla presenza del presidente Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo.
Lavoro giovanile, un’inversione di tendenza
Mentre nei settori dell’industria e dei servizi l’occupazione giovanile arretra di un 2%, i campi tornano a offrire opportunità e futuro. Gli under 35 occupati in agricoltura sono oggi 122mila, un esercito di giovani che scelgono di rimanere o tornare nelle campagne, spinti dal desiderio di costruire imprese radicate nel territorio ma aperte all’innovazione.
La crescita, spiegano da Coldiretti, “è il segno di un cambiamento culturale profondo: l’agricoltura non è più percepita come un settore tradizionale, ma come un laboratorio di futuro dove sostenibilità e tecnologia si incontrano”.
Dalla stalla al drone: il nuovo volto dei campi
Le nuove figure professionali che stanno nascendo nelle campagne italiane raccontano una rivoluzione silenziosa. Accanto alle attività tradizionali — la gestione delle colture, la raccolta, l’allevamento — emergono ruoli legati all’agricoltura di precisione, alla gestione digitale dei processi produttivi, al marketing territoriale e all’agriturismo sostenibile.
Ci sono i “contadini digitali” che usano droni per monitorare le coltivazioni, gli esperti di big data agricoli che ottimizzano le risorse idriche, e i giovani agronomi che fanno della biodiversità una leva economica.
È l’agricoltura 4.0, che fonde la manualità antica con la tecnologia più spinta, capace di generare valore e occupazione anche per chi arriva dalle università e dalle start-up.
Un settore che attrae talento e capitale umano
Coldiretti sottolinea come la crescita di giovani occupati stia contribuendo a rinnovare il tessuto produttivo del settore primario, portando dentro le aziende agricole competenze gestionali, informatiche e ambientali.
“Gli under 35 – spiegano dall’organizzazione – stanno trasformando la struttura delle imprese agricole italiane, rendendole più resilienti, competitive e sostenibili”.
Le aziende guidate da giovani sono anche quelle più aperte all’export e più inclini a investire in energie rinnovabili, trasformazione dei prodotti locali e filiera corta.
Il dato non è marginale: oltre un terzo delle imprese agricole nate negli ultimi cinque anni ha un titolare sotto i 35 anni, e la tendenza continua a crescere.
Bologna capitale del nuovo contadino
Il Villaggio Contadino di Bologna diventa così il simbolo di una stagione agricola che guarda avanti.
Durante la cerimonia degli Oscar Green regionali, Coldiretti ha premiato le esperienze più innovative, dai progetti di economia circolare alle app per tracciare la qualità dei prodotti, fino agli orti verticali urbani.
Per Prandini, “questo entusiasmo giovanile rappresenta la risposta più concreta alla crisi occupazionale e ambientale. L’agricoltura è il settore dove tradizione e futuro possono convivere e generare sviluppo”.
Terra, innovazione e futuro
Il dato del +18% non è solo una percentuale, ma un racconto di fiducia. L’agricoltura si conferma un terreno fertile — nel senso più pieno del termine — per chi cerca un lavoro che sia anche una scelta di vita.
Nelle campagne italiane, il ritorno dei giovani è un segno di radicamento e di rinascita, ma anche di consapevolezza: la sfida del clima, della sostenibilità e della sicurezza alimentare passa anche da qui.
E se un tempo la terra era fatica, oggi torna a essere visione.