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Giorgetti: “Con mercati aperti rischio desertificazione industriale. L’Europa resti protagonista”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Giorgetti: “Con mercati aperti rischio desertificazione industriale. L’Europa resti protagonista”

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, lancia l’allarme: se l’Europa continuerà a limitarsi a gestire gli effetti delle scelte altrui, senza diventare protagonista, “nei prossimi anni c’è il rischio di una desertificazione industriale significativa”. Il monito è arrivato in videocollegamento dal Forum “Cambio di paradigma – Forum dell’economia del nuovo mondo – Pensare il futuro: dall’Italia al Mediterraneo”, organizzato dal Mattino a Napoli.

Giorgetti: “Con mercati aperti rischio desertificazione industriale. L’Europa resti protagonista”

Per Giorgetti, la logica dei mercati completamente aperti rende l’economia europea esposta a forme di competizione che non producono un equilibrio paritario. “Con la logica dei mercati aperti ci stiamo esponendo”, ha spiegato, indicando come fattore critico l’asimmetria delle regole. Il ministro ha ricordato che “altri sistemi usano gli aiuti di Stato per promuovere la loro industria”, mentre l’Unione europea resta vincolata a un approccio più difensivo, attento alla disciplina della concorrenza ma meno capace di sostenere direttamente la capacità produttiva interna.

“L’Europa sempre in difesa”

Secondo Giorgetti, questo squilibrio non è più sostenibile: “Se l’Europa non diventa un soggetto politico in grado di assumere decisioni tempestive, questo è un problema”. Il ministro descrive un’Europa che interviene a valle, per assorbire gli urti delle politiche altrui, senza la forza di fissare la direzione. “L’atteggiamento è che l’Europa gioca sempre in difesa: limitare i danni di decisioni assunte da altri”. L’effetto, avverte, è un progressivo indebolimento delle basi industriali europee, con il rischio che nei prossimi anni intere filiere possano arretrare o trasferirsi verso sistemi economici più aggressivi.

“Capire come essere protagonisti”
Il riferimento riguarda anche il confronto commerciale internazionale. Nel suo intervento, Giorgetti ha ricordato come “si sia discusso dei danni della politica commerciale americana”, una politica che privilegia massicce misure di protezione della base produttiva nazionale. Di fronte a questo scenario, per il ministro non è sufficiente invocare il rispetto delle regole multilaterali: “Occorre capire come essere protagonisti e prendere iniziative per riscrivere le regole del commercio globale”.

Competizione asimmetrica

Alla radice della critica c’è ciò che il ministro definisce “competizione non trasparente, soprattutto dall’Asia”. Un fenomeno che Giorgetti non limita al tema dei prezzi o dei dazi, ma che considera “un tema politico”, cioè legato alle scelte strategiche e agli strumenti che gli Stati – fuori dall’Europa – utilizzano per sostenere i campioni nazionali e favorire l’espansione sui mercati esteri. “Abbiamo un problema di come gestire la competizione non trasparente, soprattutto dall’Asia”, ha concluso.

Una richiesta di scatto politico

Nel ragionamento del ministro il nodo cruciale è l’Europa, non solo come mercato ma come attore unitario. Senza un salto di ruolo – da regolatore difensivo a soggetto politico capace di iniziativa – la conseguenza, afferma, sarà un progressivo arretramento industriale. L’evocazione della “desertificazione” non è espressione retorica: è il modo per indicare che la combinazione di concorrenza esterna e lentezza decisionale interna potrebbe svuotare nel tempo la capacità manifatturiera del continente.
Per Giorgetti la partita non si gioca sulle compensazioni successive alle crisi, ma sulla capacità dell’Europa di ritornare a scrivere le regole prima che lo facciano altri.

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