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Anche Tokyo “bacia la pantofola” di Trump: più import di gas dagli Usa

- di: Bruno Coletta
 
Anche Tokyo “bacia la pantofola” di Trump: più import di gas dagli Usa
Tokyo valuta l’aumento delle importazioni di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti per consolidare la sicurezza energetica e rinsaldare i legami con Washington.

Un nuovo capitolo nelle relazioni energetiche USA-Giappone
Il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba (nella foto) si prepara a intensificare le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti, in vista del suo primo incontro con il presidente Donald Trump a Washington, previsto per domani 7 febbraio 2025. Secondo fonti governative citate dall’agenzia Kyodo, questa mossa mira a soddisfare le richieste dell’alleato americano e a rafforzare la sicurezza energetica del Giappone. 

Il progetto del gasdotto in Alaska: un’opportunità strategica
Tra le iniziative in discussione, Tokyo sta valutando il sostegno a un ambizioso progetto da 44 miliardi di dollari per un gasdotto in Alaska. Questo infrastruttura collegherebbe i giacimenti nel nord dell’Alaska a un porto nel sud, permettendo la liquefazione e l’esportazione del gas verso i mercati asiatici. Nonostante le preoccupazioni sui costi elevati, il Giappone potrebbe considerare un accordo se sollecitato da Trump durante l’incontro. 

Diversificazione delle fonti energetiche: una priorità per Tokyo
L’attuale conflitto in Ucraina ha provocato un aumento dei prezzi dell’energia, colpendo duramente il Giappone, che dipende in larga misura dalle importazioni per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Nonostante la partecipazione alle sanzioni contro Mosca, Tokyo mantiene una significativa partecipazione nel progetto energetico Sakhalin 2, nell’Estremo Oriente russo, che fornisce gas di alta qualità a costi competitivi. Tuttavia, l’incremento delle importazioni di GNL dagli Stati Uniti rappresenterebbe un passo strategico per diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da fornitori potenzialmente instabili. 

Le sfide ambientali del GNL americano
Nonostante gli Stati Uniti siano diventati uno dei principali esportatori mondiali di GNL, la produzione attraverso la tecnica del fracking solleva preoccupazioni ambientali. L’estrazione del gas mediante fratturazione idraulica può contaminare le falde acquifere e rilasciare metano nell’atmosfera, aggravando l’effetto serra. Questi aspetti potrebbero influenzare le decisioni del Giappone riguardo all’aumento delle importazioni di GNL americano. 

Un delicato equilibrio diplomatico
Il premier Ishiba, in carica dall’ottobre scorso e alla guida di un governo di minoranza, mira a consolidare il trattato di sicurezza tra Giappone e Stati Uniti, costruendo al contempo un rapporto personale con Trump, sulla scia del suo predecessore Shinzo Abe. L’incremento delle importazioni di GNL potrebbe essere una delle strategie per rafforzare i legami bilaterali e rispondere alle aspettative dell’alleato americano. 

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