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Francia: l'Authority per la concorrenza bastona Big Pharma

- di: Jean Aroche
 
La Francia, quando si tratta di tutela delle regole della libera concorrenza e dei diritti del cittadino, non scherza. Lo hanno imparato, sulla loro pelle (ma soprattutto sulle loro casse) tre giganti di Big Pharma - e parliamo di pesi massimi: Novartis, Roche e Genentech - condannate al pagamento di una sanzione che sfiora i 445 milioni di euro, essendosi rese responsabili, questo il verdetto dell'Autorità garante della concorrenza francese, di "pratiche abusive" nel trattamento della degenerazione maculare legata all'età (Amd - insieme a Dmle - è l'acronimo usato per definirla sinteticamente), che, dicono gli studi scientifici, è la principale causa di problemi di vista per gli adulti francesi sopra la soglia dei 50 anni, colpendo l'8 per cento della popolazione.

Secondo la definizione ufficiale, l'Amd è una malattia retinica che provoca un’alterazione, una riduzione della funzionalità della zona centrale della retina (la macula) fino a una perdita della visione centrale.
Quale è stata la contestazione mossa a Novartis e Roche (che ha acquisito Genentech)?

I tre giganti dell'industria farmaceutica avrebbero dato vita a "pratiche abusive volte a preservare le vendite del farmaco Lucentis per il trattamento dell'Amd a scapito di Avastin" , altra specialità venduta dalle stesse società, ma 30 volte meno caro.
Per avere chiara la materia su cui il garante per la concorrenza francese si è pronunciato bisogna andare all'inizio della prima decade del nuovo secolo, quando Genentech ha sviluppato Avastin, un antitumorale che è stato commercializzato in Europa da Roche a partire dal 2005.

Mentre ad Avastin i medici riconoscono effetti positivi nel trattamento dell'Amd, nel 2007 arriva in Europa (commercializzato da Novartis) Lucentis, un farmaco per il trattamento specifico della malattia.
La disponibilità di due farmaci - Avastin e Lucentis - efficaci nella lotta all'Amd porta ad una situazione che forse le casa farmaceutiche non avevano considerato. Avastin, nonostante manchi di una specifica autorizzazione all'immissione in commercio, è molto utilizzato nella cura dell'Amd e con una motivazione semplice, quanto chiarissima: un'iniezione di Lucentis costa 1.161 euro, una dose di Avastin costa dai 30 ai 40 euro al massimo.

Il perché le tre case farmaceutiche hanno cercato di ''spingere'' Lucentis a discapito di Lucentis è abbastanza chiaro. Lo sono meno anzi decisamente oscure, ad avviso l'autorità garante della concorrenza di Parigi, le manovre che Roche, Novartis e Genentech hanno messo in essere per appannare l'immagine di Avastin.
Nel 2008 le agenzie francesi preposte alla tutela della salute pubblica in presenza di nuovi farmaci hanno cominciato a verificare l'efficacia di Avastin nel trattamento dell'Amd e l'eventuale presenza di effetti collaterali.

Cosa avrebbero fatto in concreto le tre case farmaceutiche, almeno ad avviso dell'autorità garante della concorrenza? Avrebbero veicolato ''un discorso allarmante, e talvolta fuorviante, sui rischi associati all'uso di Avastin per il trattamento dell'AMD.

Queste pratiche miravano a bloccare o rallentare indebitamente le iniziative delle autorità pubbliche volte a garantirne l'uso off-label per il trattamento dell'Amd''. Il tutto abusando della ''loro posizione dominante collettiva''. Quest'ultima considerazione merita un approfondimento perché l'Authority ha sostenuto che, anche se distinti, “i tre laboratori devono essere considerati come una 'entità collettiva' ai sensi del diritto della concorrenza, tenuto conto dei legami capitalistici incrociati e dei legami contrattuali che esistono tra di loro''. A pagare il prezzo più alto sarà Novartis, chiamata a pagare circa 385 milioni di euro. Meglio è andata alla Roche, ora proprietaria di Genentech, sanzionata per quasi 60 milioni.
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