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La commissione accelera: rottamazione quinquies nella manovra 2026

- di: Jole Rosati
 
La commissione accelera: rottamazione quinquies nella manovra 2026
Bozza già pronta e confronto in corso: la sanatoria entra nel piano del governo per la prossima legge di bilancio.

Rottamazione quinquies, la nuova sanatoria prende forma in Parlamento

La rottamazione quinquies sarà nella legge di bilancio 2026. La conferma arriva dai lavori della Commissione Finanze del Senato e dalle prime bozze circolate nelle ultime settimane: la nuova definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione è ufficialmente entrata nel cantiere fiscale del governo, con l’obiettivo di garantire un incasso immediato e sgonfiare l’enorme “magazzino” dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

L’iniziativa è stata formalmente presa in carico dalla competente commissione parlamentare, che sta lavorando ai dettagli tecnici per inserire la sanatoria nella prossima manovra economica. Il testo base – il disegno di legge AS 1375 – è già stato depositato e discusso a partire dal 25 febbraio 2025, ma finora non è approdato in aula. Tuttavia, i tempi stringono: la volontà politica è chiara e le stime sui possibili effetti economici circolano già nelle stanze del MEF.

Dieci anni per pagare e otto rate di tolleranza: cosa prevede la bozza

La bozza introduce elementi inediti rispetto alle precedenti edizioni. La sanatoria permetterà ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione:

  • Pagando solo il capitale dovuto, con eliminazione di sanzioni e interessi;
  • In 120 rate mensili, spalmate su dieci anni;
  • Con una tolleranza fino a 8 rate non versate, anche non consecutive, prima della decadenza dal beneficio.

I costi di notifica e le eventuali spese di procedura restano a carico del contribuente. Si tratta di un’impostazione più morbida, pensata per dare ossigeno anche alle situazioni più complesse, evitando che un solo ritardo vanifichi tutto.

Scadenze teoriche, ma già superate: serve un nuovo calendario

La bozza attuale prevedeva originariamente un termine per l’adesione fissato al 30 aprile 2025, con comunicazione degli importi entro giugno e prima rata da pagare entro il 31 luglio 2025. Ma essendo il ddl ancora in discussione, queste date sono ormai superate. La commissione parlamentare dovrà dunque riformulare l’intero calendario, adattandolo all’effettivo inserimento della misura nella legge di bilancio.

Un magazzino da 1.275 miliardi: la mappa dei debiti fiscali

A dare impulso alla definizione agevolata è stata la relazione del MEF sul magazzino fiscale, che fotografa una massa di crediti non riscossi pari a 1.275 miliardi di euro accumulati tra il 2000 e il 2024. Secondo il viceministro Maurizio Leo, soltanto circa 567 miliardi risultano teoricamente recuperabili, e di questi una parte minoritaria è effettivamente esigibile.

Una sanatoria mirata rappresenta non solo un’opportunità per i cittadini e le imprese in difficoltà, ma anche una strategia di pulizia contabile e di efficienza per lo Stato. Le stime parlano di un possibile incasso tra 5 e 7 miliardi di euro nei primi tre anni.

Il governo spinge, ma le autorità indipendenti frenano

La volontà politica è netta. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro Leo hanno confermato che la rottamazione quinquies sarà uno dei pilastri fiscali della manovra 2026, accanto a un possibile taglio selettivo dell’IRPEF. “Serve una misura strutturata, che consenta allo Stato di recuperare e ai cittadini di rientrare”, ha dichiarato Leo il 23 giugno 2025.

Non mancano però le critiche. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha lanciato l’allarme: “Sanatorie ripetute generano un effetto di azzardo morale, disincentivano il pagamento spontaneo e compromettono la fedeltà fiscale”. La Corte dei Conti ha sottolineato che “le definizioni agevolate sono spesso usate per congelare il debito, più che per regolarizzarlo”.

Chi potrà accedere e chi resterà escluso

La rottamazione quinquies si applicherà ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 dicembre 2023. Restano esclusi:

  • I debiti già inseriti in precedenti sanatorie non andate a buon fine;
  • I crediti derivanti da condanne penali o per danno erariale;
  • Le sanzioni derivanti da violazioni penali tributarie;
  • Le ingiunzioni di pagamento degli enti locali non gestite da AdER;
  • Il recupero di aiuti di Stato considerati illegittimi.

La platea potenziale è ampia, ma serviranno criteri selettivi per evitare un effetto boomerang sui conti pubblici.

Aspettare o agire subito? Le alternative già disponibili

Mentre la rottamazione quinquies si prepara al debutto parlamentare, per i contribuenti restano valide altre opzioni:

  1. Rottamazione quater: chi ha aderito deve versare le ultime rate entro luglio 2025;
  2. Riammissione alla quater: per chi è decaduto, possibilità di rientrare (scaduta ad aprile 2025);
  3. Rateazione ordinaria (art. 19 DPR 602/1973): fino a 120 rate per i debiti non ancora in sanatoria.

Il consiglio degli esperti è di non attendere passivamente: la quinquies arriverà, ma non sostituisce le soluzioni già disponibili e più immediate.

La quinta sanatoria sarà realtà, ma serve consapevolezza

La rottamazione quinquies entra a pieno titolo nel disegno politico della prossima manovra. La bozza c’è, la commissione è al lavoro e il governo l’ha indicata come obiettivo prioritario. Ma i tempi non saranno brevi e le condizioni d’accesso potrebbero cambiare. Per i contribuenti, si apre una fase di attesa vigile: monitorare il testo, verificare i propri carichi e agire ora dove possibile resta la strategia più prudente.

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