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Borse Europa frenate dai tech, Milano in rosso e spread in risalita

- di: Matteo Borrelli
 
Borse Europa frenate dai tech, Milano in rosso e spread in risalita
Mercati europei in affanno, nervosismo sui titoli tecnologia, valute e materie prime sotto osservazione.

Le principali piazze azionarie europee hanno registrato una seduta in calo, riflettendo la crescente preoccupazione degli investitori per il comparto tecnologia e per la tenuta della crescita globale. L’umore resta incerto anche a livello valutario e sulle materie prime.

Andamento delle borse europee

In chiusura, a Londra il FTSE 100 ha perso circa lo 0,57%, segnando 9.680,30 punti. A Francoforte il DAX 40 ha ceduto lo 0,84%, attestandosi a 23.545,28 punti. A Parigi il CAC 40 ha registrato un calo più contenuto dello 0,18%, a 7.950,18 punti. La maglia nera è stata per Madrid, con il IBEX 35 in flessione dell’1,45%. A Milano il FTSE MIB ha chiuso in calo di circa lo 0,35% a 42.917,67 punti. Il clima resta debole, nonostante qualche segnale singolo positivo.

Piazza Affari: titoli forti e deboli

Su Banca MPS è andata in luce con un rialzo intorno al 4,4-4,5%, grazie a conti migliori delle attese e all’annuncio della prossima consolidazione di Mediobanca dal quarto trimestre. Nella nota citata l’ad Luigi Lovaglio ha affermato che “la decisione su Mediobanca sarà parte del nuovo piano”. Anche Moncler ha mostrato un buon progresso (+2,57%), mentre Nexi, dopo uno scatto iniziale oltre il 3%, ha chiuso sostanzialmente in parità (+0,1%) in seguito alla conferma dell’offerta da circa un miliardo del fondo TPG. Sul fronte opposto, Unipol ha accelerato al ribasso con un -3,84%, nonostante conti sostanzialmente in linea con le attese: come evidenziato da Intermonte “senza particolari sorprese”. Nei listini Mid Cap e Small Cap, spicca il rally di D’Amico (+8,41%) grazie a un terzo trimestre superiore alle stime, mentre Zignago Vetro ha riportato un calo del circa 5-6% per delusione su fatturato e margine.

Valute e materie prime

Il cambio euro/dollaro è in lieve aumento, attestandosi attorno a 1,1583. L’oro ha guadagnato circa lo 0,44-0,7%, risalendo sopra i 4.000 dollari l’oncia (circa 4.007 dollari). Il petrolio ha mostrato un rimbalzo: il Brent è salito a circa 64,1 dollari al barile (+1,1%) e il WTI a circa 60,1 dollari (+1,1%). Il prezzo del gas europeo è invece in leggero calo, intorno a 31,41 euro al megawattora (-0,4%).

Spread e Wall Street a metà seduta

Lo spread tra il decennale italiano e il bund tedesco è tornato a salire, attestandosi a circa +84 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 3,43%. Sul fronte statunitense, le principali Borse a metà seduta mostrano segni di cedimento: l’S&P 500 cede circa lo 0,49%, il Dow Jones Industrial Average lo 0,44% e il Nasdaq Composite lo 0,75%. La pressione arriva dai titoli tech e dalle incertezze sugli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

Osservazioni e prospettive

È evidente che la debolezza odierna delle borse europee è alimentata da un doppio fattore: da un lato il rallentamento del comparto tecnologia e le valutazioni ritenute elevate; dall’altro le tensioni macroeconomiche, in particolare quelle legate all’export cinese e all’esposizione europea ai semiconduttori. In tal senso la frenata dell’export cinese di ottobre (-1,1%) ha rappresentato un campanello d’allarme per gli investitori.

In Italia la performance di MPS spicca e suggerisce come la qualità dei conti possa fare la differenza anche in un contesto avverso. Tuttavia il fatto che titoli come Unipol scivolino malgrado numeri positivi mostra quanto il mercato stia premiando non solo il dato ma le prospettive. Ciò indica un’attenzione crescente degli investitori verso la guidance più che verso il singolo trimestre.

Sul fronte materie prime, il rimbalzo del petrolio può essere interpretato come reazione alle tensioni geopolitiche e come segnale di nervosismo piuttosto che di vera ripresa della domanda. L’oro, a sua volta, funge da bene rifugio in un contesto dove le banche centrali restano flessibili ma vigilanti.

Infine, lo spread che risale in Italia testimonia come il mercato non abbia ancora archiviato il timore sul debito sovrano nell’area euro, soprattutto in uno scenario globale incerto. Per gli investitori diventa essenziale monitorare la stagione degli utili societari, la politica monetaria della BCE e della Fed, e l’evoluzione delle tensioni geopolitiche e commerciali.

Segnali di stanchezza

oggi le borse danno segnali di stanchezza, ma non mancano protagonisti positivi. La sfida per le prossime sedute sarà capire se la debolezza tecnologica si tradurrà in un correttivo più ampio o resterà un fenomeno selettivo. Chi investe dovrà mantenere nervi saldi e occhi puntati sulle guidance più che sui numeri del trimestre.

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