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Assemblea Federcasse, Mattarella: "BCC strumento di inclusione nello stato unitario, la Repubblica vi è riconoscente"

- di: Barbara Bizzarri
 
Assemblea Federcasse, Mattarella: 'BCC strumento di inclusione nello stato unitario, la Repubblica vi è riconoscente'

Si è tenuta stamane, all’Auditorium della Musica di Roma, e con l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cui è stato donato un melograno in occasione della sua partecipazione, l’Assemblea Annuale di Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, che ha avuto come tema “La buona comunità. 140 anni di cooperazione di credito per lo sviluppo inclusivo”.

Assemblea Federcasse, Mattarella: "BCC strumento di inclusione nello stato unitario, la Repubblica vi è riconoscente"

Il Presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba, nel suo saluto al Capo dello Stato, ha ricordato la figura del giovane Leone Wollemborg che, in base all’esperienza tedesca di Friedrich Wilhelm Raiffeisen, volle sperimentare in Italia il modello della “cassa rurale di prestiti” attraverso la quale per la prima volta i poveri contadini, mettendo insieme le poche risorse, potevano ottenere piccoli prestiti garantiti dall’intera comunità: “Non filantropia, non elemosina, non logica assistenziale, non un progetto a termine, bensì un’impresa. Un’azienda, una società cooperativa radicata su una filosofia: quella dell’auto-aiuto”.

L’assemblea della Federcasse diviene dunque luogo da cui ammonire contro il problema delle diseguaglianze e delle sue ripercussioni sulla stabilità sociale. Anche il Capo dello Stato cita Wollemborg, “che sarebbe stato poi deputato, Ministro delle Finanze, senatore. In una relazione a un congresso delle banche popolari francesi, nel 1890, ammoniva: 'L'ineguaglianza provocherà sempre più odio', proponendosi di contribuire 'alla causa della concordia sociale'", e sottolinea che le casse rurali "sono state, ante litteram, interpreti e veicoli di principi come quello dell'eguaglianza degli italiani. Il credito erogato alle piccole e medie imprese, spina dorsale del sistema produttivo e occupazionale, così come il sostegno alle famiglie, fanno sì che non si tratti soltanto, come ovvio, di un esercizio oculato e lungimirante di attività bancaria ma veda le banche cooperative rappresentare un contributo significativo al capitale sociale dell'Italia".

La difesa del presidio territoriale è fondamentale per le BCC per quanto, a causa di tagli dei costi ed evoluzione tecnologica, sia considerevolmente ridotta per molti grandi Gruppi e le parole che il Presidente della Repubblica ha rivolto agli oltre mille rappresentanti delle BCC, Casse Rurali, Casse Raiffeisen italiane, sottolineando il contributo della cooperazione mutualistica di credito allo sviluppo del Paese in chiave inclusiva e di lotta alle disuguaglianze sono state eccezionalmente significative: "La Repubblica vi è riconoscente", dice Mattarella ricordando la presenza capillare nelle aree interne del Paese "in controtendenza rispetto al fenomeno della desertificazione bancaria che potrebbe sembrare inarrestabile. È significativo sapere che i cittadini di 723 Comuni hanno, come unica presenza bancaria, una banca cooperativa; e che un terzo degli sportelli è collocato in Comuni delle cosiddette aree interne. Si tratta di una funzione economica, si tratta di una funzione sociale, si tratta di un impegno nel solco dell'applicazione delle norme della Costituzione".

Il Capo dello Stato sottolinea poi quel che “ha notato il presidente di Federcasse Dell'Erba: le BCC diffondono benessere, con il 74% del capitale raccolto tra i soci destinato a impieghi in favore dell'economia reale". Recenti studi hanno difatti messo in luce almeno quattro evidenze: nei territori dove operano le BCC si rileva minore disuguaglianza di reddito e una maggiore crescita economica; le BCC sostengono le imprese anche nelle fasi avverse del ciclo economico e nelle situazioni di incertezza; l’accesso al credito risulta più agevole per le PMI che sono fisicamente prossime alle BCC; il modello bancario mutualistico accresce la stabilità del sistema finanziario.

È la logica della finanza geo-circolare” ha detto ancora dell’Erba. “Si eroga credito nei territori nei quali la fiducia ha consentito di raccogliere risparmio. Si genera un ritorno finalizzato non alla distribuzione ai singoli, ma al suo ulteriore investimento”. Nella sua Relazione, dell’Erba ha quindi toccato il tema della proporzionalità normativa, oggi ritenuta essenziale in quanto “l’omogeneità dei modelli di business porta a comportamenti uniformi e fortemente ciclici che possono favorire l’accumulo di rischi. La diversità aumenta invece la probabilità di comportamenti asincroni che possono accrescere la resilienza del sistema. L’originale modello mutualistico, così come declinato nell’operatività delle BCC contribuisce alla teleodiversità (diversità dei fini) delle imprese e dunque alla stabilità del sistema bancario. Pensiamo che il legislatore e il regolatore europei debbano tenerne conto sempre di più e sempre più concretamente”.

“Crediamo nell’Unione Bancaria - ha concluso dell’Erba - ma pensiamo che debba applicare con maggiore determinazione e con approccio strutturale i princìpi di adeguatezza e di proporzionalità. Tenendo conto sia delle dimensioni sia delle peculiarità giuridiche e imprenditoriali delle banche”.

Anche quest’anno, poi, l’Assemblea di Federcasse si è avvalsa della “Lectio Cooperativa” del Magnifico Rettore della Università Cattolica del S. Cuore, Franco Anelli, sul tema “Armonizzare senza omologare. Trent’anni di Testo Unico Bancario e dieci anni di Unione Bancaria. Nuovi equilibri tra individualità e coralità delle BCC”.

Nel corso della parte pubblica dell’Assemblea, è stato inoltre proiettato il video – viaggio “La forza dei sogni” realizzato per Federcasse dal giornalista e video maker Emilio Casalini. Una video testimonianza per documentare, attraverso alcune “storie” di innovazione, bellezza, tenacia e resilienza tra la Sicilia, la Toscana, l’Emilia Romagna e la Lombardia, il valore a tutto tondo di una Banca di Comunità. Non solo dal punto di vista economico, ma anche quale agente di “fiducia” verso persone o imprese che ogni giorno contribuiscono all’unicità del Paese.

TUTTI I NUMERI DELLE BCC ITALIANE (DATI AL MARZO 2023)

- 225 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, pari a 51,6% delle banche italiane.

- 4.101 sportelli pari al 19,9% degli sportelli bancari italiani.

- Presenza diretta in 2.531 Comuni ed in 102 Province.

- In 723 comuni sono l’unica presenza bancaria.

- 1.407.298 soci (+1,7%).

- 29.000 dipendenti (la componente femminile raggiunge a marzo quota 11.917 unità e incide per il 41,3% sul totale dei dipendenti BCC). I dipendenti complessivi del Credito Cooperativo, compresi quelli delle federazioni locali e delle società ed enti del sistema, sono oltre 36.000.

- Raccolta da clientela + obbligazioni: 188,6 miliardi di € (-2,3% a fronte del -1,2% dell’industria bancaria). La quota di mercato relativa alla raccolta da clientela comprensiva di obbligazioni sale all’8,3%.

- Impieghi economici lordi: 140,9 miliardi di € (+0,6% su base d’anno, a fronte del -1,2% rilevato nell’industria bancaria). Considerati al netto delle sofferenze, gli impieghi delle BCC ammontano a 138,8 miliardi di € (+1,8%, a fronte del -0,6% registrato nell’industria bancaria). La quota di mercato complessiva degli impieghi lordi delle BCC-CR, stazionaria rispetto alla fine del precedente trimestre, è pari al 7,9%.

- Patrimonio (capitale e riserve): 21,8 miliardi di € (+2,8% a fronte del +2,1% dell’industria bancaria).

- Il Total Capital Ratio è pari al 23,4%, il Tier1 Ratio è pari al 22,6%, mentre il rapporto tra il capitale di migliore qualità e le attività ponderate per il rischio (CET1 Ratio) è pari al 22,4%.

- Le quote di mercato delle BCC-CR: gli impieghi delle BCC rappresentano: il 23,6% del totale dei crediti alle imprese artigiane; il 22,8% del totale erogato per le attività legate al turismo; il 22,7% del totale dei crediti erogati all’agricoltura; il 14,1% di quanto erogato al settore delle costruzioni e attività immobiliari; l’11,2% dei crediti destinati al commercio;  il 15,4% del totale dei crediti alle Istituzioni senza scopo di lucro (Terzo Settore); il 9,7% del totale erogato dall’industria bancaria alle famiglie consumatrici.

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