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Poste accelera: sinergie con Tim, utili e digitale al top

- di: Jole Rosati
 
Poste accelera: sinergie con Tim, utili e digitale al top
Poste accelera: sinergie con Tim, utili e digitale al top

Oltre i conti record: accordi strategici con Tim su mobile, energia e cloud per la svolta industriale del gruppo.

Il gruppo Poste Italiane non si accontenta solo dei numeri straordinari nei primi nove mesi del 2025: sta mettendo a segno una vera e propria svolta industriale attraverso un’accelerazione delle sinergie con TIM.

Una partnership che si allarga e si fa concreta

L’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante (foto), ha dichiarato che «stiamo accelerando sulle iniziative che valorizzano le sinergie con TIM». Questa frase racchiude una serie di annunci rilevanti: a partire dal primo trimestre del 2026

Non solo mobile ed energia: è stata siglata una lettera d’intenti per dare vita a una joint venture con TIM Enterprise, dedicata ai servizi IT basati su cloud. L’accordo punta a creare una piattaforma congiunta in cui l’esperienza digitale e l’infrastruttura si fondono in un’offerta integrata per imprese e Pubblica Amministrazione.

Perché questa alleanza cambia il profilo di Poste

L’operazione con TIM consente a Poste Italiane di ampliare il proprio orizzonte: non più solo servizi postali, finanziari e assicurativi, ma anche telecomunicazioni, energia e infrastrutture digitali. Secondo fonti che parlano del dossier cloud, l’alleanza prevede una partecipazione del 51% per TIM e del 49% per Poste, con potenziali sinergie industriali stimate in circa 1 miliardo di euro.

Il passaggio di PosteMobile sulla rete TIM – e la diffusione dell’offerta energia nei negozi TIM – permettono di sfruttare l’ampia base clienti di Poste e la capillarità fisica sul territorio, insieme alla rete e all’expertise tecnologica di TIM. Un modello che combina prossimità, infrastruttura e digitalizzazione.

Il contesto finanziario dei primi nove mesi

Nel frattempo, Poste Italiane ha annunciato numeri da record: utili netti in aumento dell’11,2% a 1,77 miliardi, ricavi pari a 9,6 miliardi (+4%), Ebit adjusted pari a 2,5 miliardi (+10%). Anche l’acconto sul dividendo per l’esercizio 2025 è stato deciso in 0,40 euro per azione, +21% rispetto all’anno precedente.

La combinazione tra conti solidi e iniziative industriali ha rafforzato la fiducia degli investitori e confermato la strategia digitale del gruppo, che vede nella sua nuova “Super App” un canale centrale di relazione e ricavo.

Implicazioni per investitori e mercato

Per i risparmiatori e analisti il mix “conti + accordi” è particolarmente positivo: da un lato la remunerazione azionaria in aumento, dall’altro la visibilità di nuove linee di business ad alto potenziale. Le telecomunicazioni e l’energia rappresentano settori in cui Poste può integrare la propria offerta tradizionale con nuovi servizi digitali e infrastrutturali.

Sul fronte del titolo in Borsa, l’annuncio delle sinergie con TIM è stato letto come un elemento di differenziazione rispetto ad altri player del settore, potenzialmente capace di generare crescita futura non soltanto dai ricavi classici ma anche da nuovi asset strategici.

Quali rischi restano sul tappeto

Non mancano tuttavia le sfide: l’integrazione operativa e tecnologica tra due grandi gruppi è complessa, e il successo della migrazione di PosteMobile sulla rete TIM e della joint venture cloud richiederà tempo e investimenti. Inoltre, il contesto competitivo nei servizi digitali, nelle telecomunicazioni e nell’energia resta molto agguerrito.

Infine, l’efficacia delle sinergie dipenderà anche dal potere di spesa degli utenti e dalle decisioni regolamentari nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia in Italia.

La visione strategica 2024-2028 si allarga

La strategia di Poste Italiane per il quadriennio 2024-2028, che puntava già a trasformare il gruppo da operatore postale a piattaforma integrata di servizi, riceve ora una spinta importante grazie all’accordo con TIM. In tale prospettiva, l’obiettivo diventa non solo crescere nei segmenti tradizionali, ma posizionarsi come protagonista della trasformazione digitale del Paese.

In sintesi, la “nuova” Poste non guarda solo ai pacchi, al risparmio e ai finanziamenti, ma anche a rete mobile, energia, cloud, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali. Una metamorfosi che potrebbe cambiare non solo il destino del gruppo, ma contribuire anche al futuro dei servizi in Italia.

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