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Bce frena sui tassi e rilancia la crescita dell’Eurozona

- di: Vittorio Massi
 
Bce frena sui tassi e rilancia la crescita dell’Eurozona
Bce frena sui tassi e rilancia la crescita dell’Eurozona
Ultimo giro dell’anno a Francoforte: “ben posizionati” al 2%, ma il mercato annusa una fase nuova.

(Foto: la presidente della Bce, Christine Lagarde).

La scena è pronta per una riunione che, sulla carta, dovrebbe essere “di ordinaria amministrazione” e invece promette scintille sotto traccia. La Banca centrale europea arriva al meeting di dicembre con un messaggio netto: tassi al 2% e nessuna fretta di cambiare rotta. Ma proprio mentre la Bce ribadisce la linea della pazienza, cresce l’attenzione su due fattori che possono spostare l’ago della bussola: proiezioni macro in miglioramento e un dibattito interno che, dopo mesi di stabilità, riporta in campo persino l’ipotesi di un rialzo.

Una Bce “ferma”, ma con il radar acceso

L’anno si chiude con un punto fermo: dopo la fase dei tagli nella prima parte del 2025, l’Eurotower ha scelto la strada della stabilità. L’inflazione è tornata a gravitare attorno al target del 2% e questo consente alla presidente Christine Lagarde di ripetere il mantra: decisioni basate sui dati, valutate riunione per riunione, senza un percorso prestabilito.

Il cuore della giornata: le nuove stime su crescita e inflazione

Il vero “piatto forte” non è il tasso in sé, ma le nuove staff projections. Il punto politico-economico è chiaro: rispetto ai timori di primavera su un possibile impatto negativo dei dazi statunitensi, l’economia dell’area euro sembra reggere meglio del previsto. Ed è qui che può arrivare la sorpresa: una revisione al rialzo delle stime di crescita (dopo il precedente ritocco già visto nelle proiezioni di settembre), con un messaggio implicito al mercato: “non serve correre a tagliare”.

Tagli lontani, e qualcuno sussurra “rialzo”

Se fino a qualche mese fa la domanda era “quando ripartono i tagli?”, oggi la domanda è diventata più spigolosa: e se la prossima mossa fosse al contrario? Il tema è rientrato nel lessico pubblico dopo alcune indicazioni provenienti da esponenti del board, in particolare quando è stato riconosciuto che una parte del mercato sta prezzando, prima o poi, la possibilità di un aumento dei tassi (senza una data sul calendario).

La linea più probabile resta comunque quella di un’Eurotower prudente: Lagarde potrebbe insistere sul fatto che i rischi non sono mai “a senso unico”, perché crescita e inflazione possono sorprendere in entrambe le direzioni. Tradotto: tassi fermi più a lungo come scenario-base, con porte socchiuse solo se i dati cambiano davvero la storia.

Mercati, Borse e cambio: il “non detto” della politica monetaria

Con l’inflazione sotto controllo, il focus si sposta su due nervi scoperti: valutazioni di mercato e stabilità finanziaria. Da mesi la Bce avverte che eventuali correzioni improvvise dei listini possono trasformarsi in un problema macro. In parallelo resta sullo sfondo il tema del cambio euro-dollaro, tornato nel dibattito politico anche in Italia, dove non sono mancati inviti a politiche più espansive per indebolire l’euro e sostenere la competitività.

Fed, geopolitica e dossier “sensibili”: asset russi, debito comune, oro

Anche se l’agenda ufficiale parla di tassi e proiezioni, la conferenza stampa può allargarsi rapidamente. Tra i temi destinati a emergere ci sono:

  • Le mosse della Federal Reserve: ogni segnale dagli Stati Uniti può influenzare aspettative sui flussi di capitale e sulle condizioni finanziarie globali.
  • Il meccanismo sugli asset russi per sostenere l’Ucraina: Lagarde ha già espresso valutazioni favorevoli sull’architettura del dispositivo.
  • Il tema del debito comune europeo: il ragionamento richiama precedenti strumenti straordinari e riapre il dibattito su come finanziare obiettivi condivisi, inclusa la difesa.
  • Le riserve auree di Bankitalia: l’emendamento italiano che definisce l’oro “del popolo italiano” è finito nel radar, anche per le implicazioni sull’indipendenza delle banche centrali.
  • La tassazione sul settore bancario: da Francoforte la preoccupazione è che misure fiscali possano ridurre la capacità di credito all’economia reale.

Che cosa aspettarsi dopo Francoforte

In sintesi, il messaggio che potrebbe uscire dal meeting è una combinazione di due concetti: stabilità (tassi fermi) e fiducia (proiezioni migliori). Ma il sotto-testo è ancora più interessante: se la crescita sorprende e l’inflazione resta ben ancorata, la Bce potrebbe sentirsi legittimata a mantenere il freno tirato a lungo, senza concedere al mercato l’idea di un nuovo ciclo di allentamento.

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