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Banche solide, mercati nervosi: la Bce conferma la tenuta del sistema mentre Bitcoin sprofonda sotto quota 90 mila

- di: Alberto Venturi
 
Banche solide, mercati nervosi: la Bce conferma la tenuta del sistema mentre Bitcoin sprofonda sotto quota 90 mila

La fotografia scattata dalla Bce nel nuovo ciclo dello Srep, l’esame prudenziale annuale sui principali gruppi bancari europei, riporta un settore in equilibrio, con capitale abbondante e una capacità di generare utili giudicata “solida” anche in uno scenario macroeconomico sfidante. Il requisito complessivo di Cet1 resta fermo all’11,2%, una soglia che conferma l’impostazione di continuità della Vigilanza, mentre il secondo pilastro mantiene l’indicazione all’1,2% e la guidance non vincolante scende all’1,1%.

Banche solide, mercati nervosi: la Bce conferma la tenuta del sistema

Dietro la stabilità delle percentuali si muove un sistema che ha beneficiato per due anni del ciclo rialzista dei tassi, della riduzione degli Npl e di costi del rischio compressi. La Bce insiste tuttavia sulla necessità di gestire con prudenza la fase di normalizzazione, perché il rallentamento del credito e la flessione dei margini d’interesse impongono alle banche di ripensare le proprie leve competitive in un contesto di crescita quasi piatta.

Il nodo della redditività futura
Gli utili del 2024-2025, pur robusti, rischiano di essere un picco più che un trend strutturale. Il ritorno del costo della raccolta, la concorrenza sulla remunerazione dei depositi e l’aumento dei rischi legati ai portafogli imprese potrebbero riaprire un problema che la Vigilanza considera centrale: la sostenibilità dei modelli di business in una fase di compressione dei margini.

La stabilità del Cet1, in questo senso, è un messaggio rassicurante ma non definitivo. Il capitale è abbondante, ma la capacità di rigenerarlo ai ritmi degli ultimi due anni non può essere data per scontata. È qui che il focus dello Srep si sposta: resilienza operativa, rischi IT, cyber-security e gestione dei grandi esposizioni, fronti su cui Francoforte chiede passi avanti costanti.

I mercati e il segnale criptico: Bitcoin scivola sotto 90 mila
Se il sistema bancario europeo mostra solidità, i mercati non offrono la stessa compostezza. Il Bitcoin è sceso sotto i 90 mila dollari per la prima volta in sette mesi, un movimento che segnala la sensibilità estrema degli asset digitali al clima politico e alle oscillazioni delle politiche monetarie.

Secondo gli analisti, la discesa è legata a una combinazione di fattori: incertezza economica diffusa, attese di un ciclo di tagli dei tassi più lento del previsto, aumento dell’avversione al rischio da parte degli investitori istituzionali. L’ultima volta che la criptovaluta aveva sfondato al ribasso questa soglia risaliva ad aprile, in concomitanza con l’annuncio dei nuovi dazi da parte di Donald Trump, a conferma della sua natura ipersensibile agli shock geopolitici.

La frattura tra finanza regolata e universo cripto
Il momento evidenzia la distanza strutturale tra i due mondi. Da una parte, il sistema bancario europeo guidato da un impianto normativo sempre più integrato – dall’Unione bancaria alla vigilanza unica – esibisce capitale stabile, liquidità abbondante e regole che presidiano ogni margine operativo. Dall’altra, l’ecosistema cripto continua a oscillare violentemente, rimanendo privo di meccanismi di stabilizzazione paragonabili a quelli della finanza regolata, e ancora in attesa di un quadro compiuto per l’applicazione del regolamento MiCA.

La volatilità delle criptovalute, in questa fase, è un campanello di allarme per gli investitori ma anche un contrappunto interessante: mentre la Bce richiama le banche alla prudenza nella gestione dei rischi emergenti, il mercato degli asset digitali mostra quanto sia fragile la fiducia quando manca un ancoraggio istituzionale.

Un 2026 che inizia tra prudenza e opportunità
La combinazione tra robustezza bancaria e instabilità degli asset più speculativi offre uno scorcio delle tensioni che potrebbero attraversare il 2026. Le banche europee entrano nell’anno nuovo con capitale solido, ma chiamate a navigare una fase di crescita debole e di margini in erosione. Al contrario, il mondo cripto si muove più vicino alle logiche del sentiment, accentuando oscillazioni che sembrano riattivarsi ogni volta che lo scenario geopolitico si irrigidisce.

Per la Bce, il punto di equilibrio resta una vigilanza attenta ma non frenante, in grado di stimolare investimenti, innovazione e digitalizzazione senza sacrificare la solidità conquistata. Per i mercati, il messaggio è speculare: la distanza tra asset regolati e asset non regolati continuerà a misurarsi anche attraverso episodi come la caduta del Bitcoin, che riportano al centro un tema ormai inevitabile, la qualità istituzionale della finanza.

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