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Banca Profilo, utile in crescita ma ricavi in flessione: il nuovo piano guarda alla sostenibilità e alla fiducia digitale

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Banca Profilo, utile in crescita ma ricavi in flessione: il nuovo piano guarda alla sostenibilità e alla fiducia digitale

Nella foto, Matteo Arpe, AD di banca Profilo

Un bilancio che parla la lingua della prudenza e della solidità, ma anche della trasformazione. Banca Profilo chiude i primi nove mesi con un utile netto in aumento del 30,3%, a 9,4 milioni di euro, mentre i ricavi arretrano del 4,4%, attestandosi a 50,7 milioni. Dietro i numeri, il profilo di una banca che vuole crescere senza forzature, restando fedele a un modello di sviluppo misurato, dentro un contesto finanziario che continua a mettere alla prova le certezze.

Banca Profilo, utile in crescita ma ricavi in flessione: il nuovo piano guarda alla sostenibilità e alla fiducia digitale

Nel dettaglio, il margine di interesse si ferma a 15,8 milioni di euro (-6,6%), e le commissioni nette si attestano a 14,9 milioni (-11,8%), mentre il risultato operativo netto tocca quota 10 milioni, in calo del 19%. Il cost/income ratio, salito all’80,4%, racconta una realtà che deve spendere di più per mantenere margini di qualità.
Ma il cuore del racconto è la solidità patrimoniale: con un CET1 ratio del 22,6%, “tra i più elevati del mercato”, la banca conferma — si legge nella nota — “la sua robustezza e affidabilità”, in un tempo in cui la fiducia è il capitale più prezioso.

La raccolta scende, ma la rotta resta chiara

La raccolta totale della clientela, includendo quella fiduciaria netta, raggiunge 5,5 miliardi di euro, con un calo di circa 1 miliardo rispetto a fine 2024. Una flessione che riflette — spiegano dall’istituto — “le dinamiche di mercato e il ribilanciamento verso strumenti più conservativi”.
Dietro la freddezza dei numeri si legge una strategia di stabilità: meno esposizione, più attenzione alla qualità del portafoglio e alla relazione con il cliente, che resta al centro del modello Banca Profilo.

Un piano triennale per la prossima fase
Il consiglio di amministrazione ha approvato le linee guida del nuovo piano industriale 2026-2028. Il lessico della crescita si accompagna, qui, alla parola chiave “sostenibilità”. L’obiettivo è consolidare la raccolta indiretta fino a 5 miliardi di euro, basandosi su “principi di stabilità e retention”.
Il piano guarda al futuro con cifre precise: 270.000 clienti digitali attivi, margine commissionale superiore ai 30 milioni di euro, ROE oltre l’8%, payout ratio all’85% e Total Capital Ratio superiore al 20%.
La visione è quella di una banca che non rincorre il breve termine, ma costruisce fiducia e reputazione nel medio periodo, dove l’innovazione diventa la chiave per consolidare relazioni e non per sostituirle.

La sfida digitale e la banca delle persone
Nell’era in cui la finanza sembra spersonalizzarsi, Banca Profilo vuole dimostrare che il digitale non è sinonimo di distanza.
Il piano industriale, si legge ancora, punta a “rafforzare la trasformazione tecnologica e migliorare la retention dei clienti”. Significa, in pratica, portare la banca dentro la vita quotidiana delle persone senza rinunciare alla competenza, alla consulenza e a quella relazione fiduciaria che nel private banking resta un valore insostituibile.

La fiducia, del resto, non si misura in punti percentuali, ma nella costanza dei comportamenti: e questo, più dei numeri, sembra essere il messaggio che la banca vuole mandare ai suoi interlocutori.

Solidità e discrezione come linea di sviluppo

Con un CET1 ratio del 22,6% e un Total Capital Ratio sopra il 20%, Banca Profilo si colloca tra gli istituti più solidi del sistema. Non una banca d’assalto, ma una banca che lavora in profondità: “continuità, prudenza e crescita sostenibile” sono le parole che scandiscono il comunicato.
E nel lessico dell’economia — spesso dominato da turbolenze e rincorse — questa grammatica della solidità diventa una forma di resistenza: il modo in cui Banca Profilo prova a dire che un’altra finanza è ancora possibile, capace di combinare redditività e misura, digitale e umanità.

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