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Zona euro, il Pil sorprende nel primo trimestre ma pesano le incognite del commercio globale

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Zona euro, il Pil sorprende nel primo trimestre ma pesano le incognite del commercio globale
La ripresa della zona euro nel primo scorcio del 2025 si presenta con un’accelerazione superiore alle attese: secondo la stima flash di Eurostat, il prodotto interno lordo dell’area è cresciuto dello 0,4% nei primi tre mesi dell’anno, il doppio rispetto alle previsioni degli analisti. Il dato segna un inizio d’anno incoraggiante ma non privo di riserve: il contesto geopolitico mutato, l’apprezzamento dell’euro e il deterioramento del sentiment imprenditoriale rendono infatti difficile considerare questo risultato come segnale di svolta.

Zona euro, il Pil sorprende nel primo trimestre ma pesano le incognite del commercio globale

A determinare la sorpresa al rialzo è stata, in larga parte, la performance dell’Irlanda, che ha registrato un'espansione del 3,2%, trainata dalle attività delle multinazionali con sede nel Paese per ottimizzazione fiscale. Se si esclude questo contributo, la crescita del blocco risulterebbe più vicina allo 0,2% atteso. A compensare parzialmente la debolezza delle maggiori economie, è intervenuta anche la Spagna, con un ritmo sostenuto.

Germania e Francia rallentano, l’Italia regge

Tra le grandi economie, la Germania ha messo a segno un +0,2%, mentre la Francia si è fermata a un modesto +0,1%. L’Italia ha fatto meglio, con una crescita dello 0,3%, ma resta ancorata a dinamiche interne lente e a consumi prudenti. La combinazione tra investimenti frenati e ricostituzione dei risparmi da parte delle famiglie continua a limitare il potenziale di espansione.

Effetti dei dazi Usa ancora da valutare, ma il quadro si complica

L’orizzonte per i prossimi trimestri si è oscurato il 2 aprile, quando il presidente statunitense Donald Trump ha imposto una nuova ondata di dazi contro l’Europa, nel quadro di un’escalation commerciale battezzata "Liberation Day Tariffs". Secondo le autorità europee, le misure protezionistiche potrebbero generare danni permanenti anche nell’ipotesi di una risoluzione delle tensioni. L’effetto immediato è stato un peggioramento diffuso del clima di fiducia tra le imprese, già indebolito dall’incertezza valutaria e dalla decelerazione della domanda globale.

Un 2025 chiave per l’eurozona, ma la ripresa rischia di deragliare


La Commissione europea e la Banca centrale europea avevano individuato nel 2025 un punto di svolta per la ripresa ciclica dell’eurozona, dopo anni di crescita sotto potenziale. Tuttavia, il deterioramento del contesto internazionale e l’impatto potenziale dei dazi Usa potrebbero ridimensionare significativamente le attese. In questo scenario, le politiche fiscali e monetarie dei singoli Stati e della BCE saranno determinanti per evitare un ritorno alla stagnazione.
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