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Stretta sui pagamenti PA ai professionisti: scoppia la protesta

- di: Bruno Coletta
 
Stretta sui pagamenti PA ai professionisti: scoppia la protesta

Legge di bilancio 2026, norma che sta scatenando un acceso dibattito tra ordini professionali, associazioni e più parti politiche: ecco cosa cambia e perché molte categorie sono sul piede di guerra.

(Foto: Anna Rita Fioroni, presidente di Confcommercio Confprofessioni).

Cos’è la nuova norma e come funziona

La legge di bilancio 2026, attualmente all’esame della Commissione Bilancio del Senato, contiene una disposizione che modifica profondamente le regole riguardanti i compensi ai professionisti che lavorano per la Pubblica amministrazione. In base al testo, il pagamento delle parcelle e di tutti gli “emolumenti” dovuti non solo dalla PA ma anche da soggetti diversi, purché “a carico dello Stato”, è sospeso se il professionista non è in regola con gli obblighi fiscali e contributivi. Più in concreto: nessun compenso se non arriva prima la documentazione che prova la regolarità fiscale e contributiva del professionista. Questo requisito diventa condizione necessaria per ottenere qualsiasi pagamento dalla PA.

Perché la norma ha scatenato polemiche

La reazione delle categorie è stata immediata e vibrante. Diversi ordini e associazioni professionali lamentano che si tratti di un obbligo vessatorio e discriminatorio, che introduce un trattamento diverso rispetto ad altri lavoratori e appesantisce l’esercizio della professione autonoma.

  • Consiglio nazionale forense (CNF): la norma è «vessatoria e discriminatoria» perché subordina il pagamento di prestazioni già eseguite a condizioni che nulla hanno a che vedere con il rapporto fiduciario con la PA.
  • Confcommercio professioni: la presidente Anna Rita Fioroni ha chiesto l’abolizione della disposizione, considerandola una imposizione eccessiva.
  • Associazione Professionisti Insieme: Elbano de Nuccio ha definito la norma «ingiustamente vessatoria», sottolineando che anche irregolarità di modesto importo possono bloccare pagamenti, nonostante il lavoro sia stato effettuato.
  • Commercialisti (ADC): la disposizione «stupisce e imbarazza» perché trasferisce sulla parte professionale il rischio finanziario della PA.

Posizioni a favore: sicurezza fiscale o ostacolo operativo?

Non tutte le reazioni sono critiche. Alcuni esperti, come il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi Riccardo Alemanno, hanno espresso un «ok alla norma» sottolineando che è sensato rendere la regolarità fiscale e contributiva una condizione per la corresponsione di compensi da parte dello Stato.

Tuttavia, persino tra chi apprezza l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale, cresce la preoccupazione per l’impatto operativo e i possibili effetti indesiderati sull’ecosistema delle professioni autonome.

Rischi legali e contenziosi

Alcuni parlamentari e rappresentanti delle categorie temono che la norma possa essere oggetto di ricorsi per incostituzionalità, proprio perché introduce una disparità di trattamento rispetto al regime previsto per lavoratori dipendenti e altri soggetti. La questione è aperta e potrebbe portare a contenziosi se la legge dovesse essere confermata nella versione attuale.

Possibili soluzioni in discussione

A fronte delle proteste, alcune proposte avanzate dalle associazioni includono:

  • prevedere soglie minime di irregolarità sotto le quali non scatta il blocco;
  • semplificare l’onere documentale da parte del professionista;
  • garantire meccanismi di compensazione automatica (ad esempio, decurtare l’importo dell’eventuale debito piuttosto che bloccare del tutto il pagamento).

Una norma che divide

La stretta sui pagamenti ai professionisti con pendenze fiscali e contributive è destinata a rimanere uno dei punti più discussi della legge di bilancio 2026. Da un lato, l’intento dichiarato di contrastare l’evasione sembra condivisibile; dall’altro, l’applicazione pratica di questa misura rischia di creare ritardi nei pagamenti e tensioni tra la PA e i professionisti, con possibili conseguenze anche per i servizi resi ai cittadini. 

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