Uno stato di emergenza non può essere prorogato all'infinito

- di: Redazione
 
Forse (ripetiamo ''forse'', sottolineiamo ''forse'') prima di imboccare la strada della proroga dello stato di emergenza, il governo avrebbe dovuto mettere da parte le giuste preoccupazioni per l'evolversi non positivo della pandemia e, come si usa dire, guardare il quadro generale. La prima considerazione che scaturisce dalla decisioni del governo è di carattere squisitamente teorico e verte tutto sul quesito - che giriamo ai nostri costituzionalisti - se uno periodo emergenziale, sebbene giustificato, possa essere infinito, facendo così cadere il presupposto dell'eccezionalità che giustifica l'adozione della misura.
Uno stato di emergenza perenne, che viene adottato dopo che tutti speravano che venisse cancellato, visti anche i numeri positivi della campagna vaccinale, diventa una anomalia, perché l'emergenzialità non può essere eterna, altrimenti diventa consuetudine.

Uno stato di emergenza non può essere prorogato all'infinito

Più volte abbiamo lanciato un allarme di semplice buonsenso: le guerre si vincono anche con la fiducia.
Che, in questo caso, deve essere riconosciuta agli italiani che, nella quasi totalità, hanno obbedito alle prescrizioni ed agli inviti del Governo. Ancora oggi, indossando all'aperto le mascherine, gli italiani hanno detto di avere capito e di potere affrontare anche gli ultimi tornanti della lunghissima salita che il Covid-19 ci sta imponendo prima di scollinare e metterci la pandemia alle spalle.

Ma con lo stato d'emergenza si fa, a nostro avviso, un passo indietro, suffragando indirettamente le idee balzane di chi non crede all'esistenza stessa del virus, bollando conseguenzialmente come inutili i vaccini, per poi, magari, frignare quando beccano il Covid-19 e si accorgono, sulla loro pelle, che è tutto vero.

Forse, alla base della decisione di prorogare per altri tre mesi la misura, ci sono motivazioni tecniche non necessariamente legate all'emergenza sanitaria, ma agli strumenti per affrontarla. E non è che questa sia una situazione da potere accettare senza dire nulla. Comunque, anche in questo frangente il Paese saprà dimostrare la sua maturità, garantendo obbedienza anche per misure che forse non capisce completamente.
Anche perché questa proroga arriva proprio nelle ore in cui il comparto turistico italiano rischia un nuovo colpo durissimo con la decisione degli Stati Uniti di inserire il nostro Paese nell'elenco dei circa 80 verso i quali sconsiglia viaggi. Se non ci fosse un risvolto potenzialmente tragico, dal punto di vista economico, per il nostro Paese, ci sarebbe da ridere perché a sconsigliare ai suoi connazionali di venire in Italia è quella stessa amministrazione che è riuscita a vaccinare solo il 60 per cento della sua popolazione, a fronte di oltre 50 milioni di contagiati e quasi ottocentomila morti.

Si dirà che la prudenza non è mai troppa, ma se vigesse il criterio della reciprocità, l'Italia (ma anche la Francia, tanto per citare un'altra potenza turistica, colpita dall'ukase americano) dovrebbe chiedere ai suoi cittadini di smetterla di pensare di andare in America, come fanno in tantissimi nel periodo delle feste di fine anno. Ma noi, si sa, non riusciamo a serbare rancore anche a chi ci prende a calci sui denti.
Il Magazine
Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2022
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