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Punchlab

La startup lanciata da LVenture Group ha sviluppato un’app che trasforma un semplice sacco da boxe in uno strumento interattivo per gli allenamenti e il divertimento di migliaia di atleti ed appassionati, grazie alla gamification. 
Portare gli sport da combattimento nel futuro, trasformando lo strumento imprescindibile per il loro allenamento, il sacco da boxe, in un device hi-tech: è l’idea alla base di PunchLab, la startup fondata da tre ragazzi romani, Nicolò Paternoster (33 anni, software engineer), Valerio Raco (33 anni, neuroscienziato con Ph.d) e Simone Carcone (31 anni, full-stack developer), che hanno saputo unire la passione per gli sport da combattimento, la loro esperienza professionale e l’ambizione di innovare una delle ultime frontiere dello sport e del fitness.
Il sacco da boxe, infatti, è entrato oggi nei più grandi centri fitness di tutto il mondo, coinvolgendo un pubblico vastissimo, anche in risposta al trend che vede gli sport da combattimento crescere esponenzialmente a livello globale. Solo negli Stati Uniti, sono oltre 12 milioni i praticanti di questi sport e l’MMA, le arti marziali miste, rientrano a pieno titolo tra i 10 sport a più alta diffusione nel 2019.
Un trend di crescita destinato a intercettare l’impatto del digitale sul fitness, basti pensare ad app come Runtastic o MyFitnessPal, protagoniste di acquisizioni multimilionarie da parte di alcuni dei brand sportivi più importanti e l’avvento della gamification come fattore centrale nell’offerta di esperienze interattive, in grado di attrarre nuovi utenti, specie tra le nuove generazioni. Secondo una recente ricerca condotta dalla multinazionale Les Mills, infatti, il 79% degli utenti che praticano attività in una palestra fa parte della generazione “Millenials” o della generazione “Z”, le cui decisioni sono oggi orientate in maniera decisiva dal tasso di engagement.
“Gli sport da combattimento sono sempre più praticati, ma sul fronte hi-tech non hanno avuto quello sviluppo che si è verificato in altre discipline”, spiega Nicolò Paternoster, CEO di PunchLab. “Milioni di persone ogni giorno si allenano al sacco da boxe senza poter tracciare le loro performance. Inoltre, un allenamento al sacco senza alcuno strumento che possa aumentare il livello di interazione ed engagement rischia di ridursi a un’attività ripetitiva, destinata a perdere interesse nel tempo e a non attrarre nuovi utenti”. Proprio da questa esigenza nasce PunchLab, l’app che porta nel futuro gli sport da combattimento, trasformando il sacco da boxe in un device capace di rispondere a diverse esigenze degli atleti, senza l’aggiunta di alcuna componente hardware, ma semplicemente grazie allo smartphone. È infatti sufficiente scaricare l’app di PunchLab e applicare lo smartphone al sacco da boxe con una fascetta elastica per rendere ogni allenamento completamente interattivo.
“Con PunchLab forniamo a tutti gli sportivi la possibilità di tracciare il loro allenamento, il numero dei colpi, la potenza, fornendo statistiche in real time e le serie storiche dei progressi realizzati. Tutti questi dati sono fondamentali per conoscere le performance e anche per fornire la motivazione aggiuntiva ad allenarsi”.
Una soluzione capace di portare gli allenamenti individuali al sacco al livello successivo, ma non solo. Sempre più palestre, specie negli Stati Uniti, si sono specializzate in lezioni e corsi di gruppo, basati sulla gamification. Un trend che PunchLab ha saputo intercettare:
“Grazie a PunchLab è possibile collegare decine e decine di sacchi in maniera totalmente wireless per creare un’esperienza di gruppo “gamificata”, con una leaderboard e una classifica centralizzata, dove visualizzare in tempo reale punteggi e progressi, per sfide di gruppo motivanti e appassionanti”.
Sviluppo tecnologico, capacità di aggiornamento, facilità di utilizzo e varietà degli allenamenti offerti a professionisti, singoli appassionati e centri fitness sono i grandi vantaggi di PunchLab rispetto ai competitor - soluzioni basate su sensori, molto costose e impossibili da aggiornare - nonché la chiave del successo della startup.
“Il business model di PunchLab è molto semplice. L’app è scaricabile gratuitamente dallo store con una lista di allenamenti gratuiti. Abbonandosi poi, secondo la versione trimestrale o annuale, l’utente riceve a casa la fascetta elastica per collegare lo smartphone al sacco da boxe e attivare la funzionalità di tracking, sbloccando inoltre tutta una serie di funzionalità aggiuntive”.
La nuova versione dell’app di PunchLab contiene inoltre una serie di piani di allenamento ideati da atleti professionisti di livello mondiale, che contengono esercizi di preparazione atletica da eseguire senza il sacco da boxe, la c.d. “shadow boxing”. Una possibilità ulteriore per avvicinare i combat-sport a un pubblico sempre più vasto.
In poco più di un anno dalla sua nascita PunchLab è oggi utilizzata da utenti appassionati di combat-sport in tutto il mondo, con una presenza in oltre 65 Paesi e una netta prevalenza negli Stati Uniti. Una startup nata con una forte vocazione alla scalabilità e l’obiettivo di puntare fin dal principio al mercato internazionale. Un obiettivo raggiunto, con l’aumento della penetrabilità sul mercato e un forte incremento dei risultati ottenuti negli ultimi mesi, grazie alla partecipazione al programma di accelerazione di LUISS EnLabs, l’acceleratore d’impresa di LVenture Group nato da una joint venture con l’Università LUISS.
“Il programma di accelerazione ci ha trasformato completamente, sia come founding team che come impostazione del lavoro quotidiano. Quando abbiamo iniziato eravamo tre amici abituati a lavorare da remoto, siamo tornati in Italia dall’estero, trasferendoci a Roma, con un imprinting completamente diverso. Abbiamo riscritto l’app da zero e riconfigurato tutte le nostre strategie di marketing: in poche parole, ci siamo trasformati in veri e propri imprenditori, con un prodotto e un business solido”.
Un boost decisivo per la crescita di PunchLab, con una roadmap definita:
“Al lancio della nuova app affiancheremo un’applicazione parallela B2B per le palestre, che abbiamo già testato con le prime strutture paganti, dando la possibilità ad atleti e coach di tutto il mondo di poter distribuire i loro allenamenti, monetizzando, sul modello di Spotify. Il nostro mercato sta crescendo molto rapidamente e abbiamo il grande vantaggio di essere il first mover, con un prodotto validato e una soluzione altamente scalabile”.
Lo sport e il fintess sono oggi i settori in cui la gamification sta offrendo alcune delle migliori case-history e PunchLab è pronta ad affermarsi come caso di successo per la trasformazione dell’allenamento dei combat-sport.
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