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Quando il palco fa scherzi: Trump e i due incidenti all’Onu

- di: Jole Rosati
 
Quando il palco fa scherzi: Trump e i due incidenti all’Onu
Trump e i due inciampi all’Onu: scala mobile e teleprompter

Tra scala mobile stoppata e gobbo inceppato, il presidente non risparmia frecciate. Ma le motivazioni restano controverse.

(Foto: Trump durante il suo intervento all’Onu).

Il 23 settembre 2025 resterà nella memoria non tanto per il contenuto del discorso di Donald Trump all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tanto è stato scontato, quanto per gli imprevisti tecnici che si sono intrecciati alla cerimonia. Due incidenti — la scala mobile che si ferma mentre lui e la first lady la stavano salendo, e il gobbo (teleprompter) che si blocca durante l’intervento — hanno offerto al pubblico materiale inatteso. Ma dietro la teatralità, le responsabilità si rincorrono.

L’incidente sulla scala mobile: “colpa” di un operatore video?

All’arrivo al Palazzo di Vetro, Donald Trump e Melania passano attraverso l’ingresso riservato alla delegazione statunitense e salgono su una scala mobile. Mentre muovono i primi passi, il meccanismo si arresta. Il portavoce dell’Onu Stéphane Dujarric ricostruisce che il fermo è dovuto all’attivazione di un dispositivo di sicurezza in cima alla scala — una protezione concepita per evitare che persone o oggetti vengano catturati dalla meccanica. Dujarric sintetizza così: “La scala si è fermata quando un meccanismo di sicurezza è entrato in funzione”, attribuendo con cautela l’innesco all’azione, forse involontaria, di un operatore video della delegazione Usa salito in anticipo per filmare l’arrivo.

La scala viene riavviata poco dopo, ma la vicenda non si chiude lì. Dalla Casa Bianca arrivano toni più duri: la portavoce Karoline Leavitt chiede verifiche, dichiarando che “se l’arresto fosse stato intenzionale, chi ha agito va rimosso e indagato”. Tra i corridoi, intanto, prende corpo una lettura opposta: un banale incidente tecnico trasformato in caso politico.

Il gobbo che si inceppa: il colpo di scena al discorso

Arrivato al podio, il presidente inizia l’intervento. Dopo i primi passaggi, il teleprompter si interrompe. Si crea un vuoto di qualche istante. Trump lo riempie con una battuta indirizzata ai tecnici: “Posso solo dire che chi sta manovrando questo teleprompter è nei guai”, aggiungendo con ironia un saluto alla consorte: “Salve, Signora First Lady”. Il pubblico coglie l’improvvisazione; il presidente, a modo suo, trasforma il contrattempo in scena.

Nelle battute successive, Trump accosta i due episodi con sarcasmo: “Dalle Nazioni Unite oggi ho avuto una scala mobile che si ferma e un teleprompter guasto”. La replica dall’organizzazione è netta: il dispositivo usato in sala non è gestito dall’Onu, bensì dalla squadra della Casa Bianca. Le domande tecniche, suggeriscono dai palazzi di vetro, vanno quindi rivolte a Washington.

Analisi: casualità, incompetenza o disegno?

I due incidenti — quasi comici nella loro successione — si prestano a letture opposte. Da un lato, la versione dell’accidentalità: impianti complessi, affollamento, procedure di sicurezza. Dall’altro, la tentazione del sospetto, alimentata dalla richiesta di un’indagine formale sulla scala mobile e dalle accuse, implicite o esplicite, di scarsa efficienza rivolte all’Onu. In mezzo, una verità probabilmente più semplice: l’alea del grande evento, dove un clic in anticipo o un connettore lento possono diventare miccia politica.

Dal punto di vista dell’immagine, Trump capitalizza gli imprevisti: li usa per ribadire la sua linea critica verso l’istituzione multilaterale. E, nell’era in cui la clip vale più del documento, il frame del presidente che scherza sul gobbo in tilt è già narrazione.

Reazioni e commenti

Nei circuiti diplomatici prevale la prudenza: si attendono i riscontri tecnici interni sugli impianti prima di trarre conclusioni. Tra i media, c’è chi enfatizza la pista dell’errore umano e chi, all’opposto, paventa sabotaggi. La Casa Bianca, intanto, marca il punto: “Vogliamo chiarezza su ciò che è accaduto”, ribadisce Leavitt. Dall’Onu, Dujarric ricorda che i protocolli di sicurezza sono pensati per prevenire rischi e che il loro scatto, pur fastidioso, è un segnale di corretto funzionamento.

Nel teatro della politica globale, la scenografia conta

Due eventi minori — una scala mobile bloccata e un teleprompter in panne — diventano la linea narrativa del giorno all’Assemblea Generale. Le versioni ufficiali divergono sulle responsabilità, ma finora non emergono prove definitive di intenzionalità. Nel frattempo, l’episodio conferma una regola contemporanea: nel teatro della politica globale, la scenografia conta. E quando il palco fa scherzi, chi sa improvvisare detta il racconto.

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