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Francia, Bayrou sfida il Parlamento: 8 settembre, il tempo della svolta

- di: Bruno Coletta
 
Francia, Bayrou sfida il Parlamento: 8 settembre, il tempo della svolta
Bayrou sfida il Parlamento: fiducia l’8 settembre 2025
Nel cuore di una Francia sull’orlo, il premier rilancia il tema della “giustizia sociale” in un duello a viso aperto con l’Assemblea che potrebbe cambiare tutto.

Bayrou (foto) al contrattacco: il voto di fiducia che scuote la Francia

Il primo ministro François Bayrou ha aperto una partita politica cruciale, annunciando un voto di fiducia fissato per l’8 settembre 2025, nel tentativo di salvare il suo esecutivo e imporre il suo piano di austerità. Questa mossa, rarissima con un Parlamento così frammentato, appare come un vero colpo d’azzardo istituzionale.

Un governo senza più maggioranza: opposizioni compatte

Dalla estrema sinistra alla destra radicale, passando per i socialisti, tutte le principali forze politiche hanno già annunciato il loro rifiuto a sostenere Bayrou. Le dichiarazioni si susseguono senza sconti: i leader invocano scelte drastiche, dal ritorno al voto fino alla richiesta di dimissioni presidenziali.

Il nodo del debito e le misure drastiche

Al centro dello scontro resta la gestione del debito pubblico considerato sempre più gravoso. Bayrou punta tutto sul suo piano da 44 miliardi di euro di risparmi, che include tagli, aumenti di imposte e perfino la soppressione di due festività nazionali. Le reazioni non si fanno attendere: per molti è un pacchetto socialmente iniquo, che penalizza i più deboli.

Appello al senso di responsabilità — ma l’opposizione resiste

Bayrou non si arrende. Rivendica il valore di questa macchina a tempo da qui all’8 settembre, dichiarando che “tutto può ancora cambiare in 11 giorni” — un rilancio mirato a scuotere la politica e l’opinione pubblica. Sottolinea inoltre una volontà di negoziare “misura per misura”, pur rigettando aperture sul contenuto del piano generale.

La gauche risponde: proposte alternative sotto il segno della giustizia

Dall’altra parte, la sinistra traccia un’altra rotta. Si parla di possibili piani da 25–27 miliardi, improntati alla giustizia sociale, e di nomi come Raphaël Glucksmann o François Ruffin come possibili guide alternative. Filippo Faure (PS) promette: “Un bilancio diverso è possibile”.

Riepilogo a colpo d’occhio

  • Data cruciale: 8 settembre 2025 — voto di fiducia decisivo.
  • Contenuto contestato: piano da 44 miliardi tra tagli, tasse e simboli (festività tolte).
  • Opposizioni unite: RN, LFI, PS, ecologisti e comunisti — tutti contrari.
  • Appello di Bayrou: “Tutto può cambiare in 11 giorni”; propone negoziazioni selettive.
  • Alternativa gauche: piani da 25–27 mld con giustizia sociale; nuovi nomi in campo (Glucksmann, Ruffin).

Un voto cruciale per il futuro della Francia

Siamo in bilico. François Bayrou ha scelto di giocare la sua sopravvivenza politica — e forse quella dell’intero esecutivo — su un voto che appare, per molti, già perdente. Da un lato il timore per la deriva finanziaria, dall’altro la protesta crescente per un piano giudicato troppo severo e ingiusto. La sinistra lancia contromosse credibili, ma il tempo stringe. L’8 settembre 2025 potrebbe segnare una svolta (o un tracollo) dalla portata profonda.

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