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Bolsonaro sul filo della condanna: manca un voto per il verdetto

- di: Vittorio Massi
 
Bolsonaro sul filo della condanna: manca un voto per il verdetto
Bolsonaro sul filo della condanna: manca un voto per il verdetto
I giudici si spaccano, tensioni altissime in aula: la democrazia brasiliana in bilico.

(Foto: Bolsonaro con Trump quando era presidente del Brasile).

Bolsonaro a un passo dalla condanna

L’ex presidente Jair Bolsonaro è arrivato al bivio giudiziario più delicato della sua carriera politica. Il procedimento per tentato colpo di Stato è in fase decisiva: nella prima sezione della Corte suprema bastano tre voti su cinque per una condanna che diventerebbe immediatamente definitiva. L’orizzonte della pena è pesante: fino a 43 anni di carcere, secondo il quadro accusatorio.

Due sì e tre voti ancora sul filo

Nell’ultima udienza i giudici Alexandre de Moraes e Flávio Dino hanno votato per la condanna di Bolsonaro e di altri coimputati, tra cui ex ministri e generali. Ora si attende il voto di Luiz Fux e degli altri due magistrati. Con un esito di 3–2, 4–1 o 5–0 la sentenza sarebbe immediatamente esecutiva; la possibilità di appello interno resterebbe solo se due giudici su cinque si schierassero contro la condanna.

Le accuse: un piano criminale contro la democrazia

Secondo l’impianto accusatorio, dopo la sconfitta del 2022 contro Luiz Inácio Lula da Silva, Bolsonaro avrebbe guidato una struttura organizzata per restare al potere, includendo una strategia di delegittimazione del voto e la pianificazione di attacchi contro Lula, il vicepresidente Geraldo Alckmin e lo stesso Moraes. Il tutto sarebbe culminato nelle violenze dell’8 gennaio 2023 a Brasilia, con l’assalto a Parlamento, palazzo presidenziale e Corte suprema.

La difesa: niente prove concrete e fretta processuale

Gli avvocati dell’ex presidente respingono in blocco il quadro accusatorio, denunciando limiti al diritto di difesa per l’enorme mole di atti depositati a ridosso delle udienze. L’avvocato Celso Vilardi sostiene che “non c’è una sola prova” a carico del suo assistito, bollando l’inchiesta come sproporzionata e viziata da tempistiche incompatibili con un’adeguata preparazione.

Tensione in strada e divisioni politiche

L’onda lunga del processo ha acuito la polarizzazione: nel giorno dell’Indipendenza (7 settembre) si sono svolte manifestazioni parallele, con cortei pro-Bolsonaro e mobilitazioni a difesa delle istituzioni. Sullo sfondo, nella destra brasiliana avanza la figura del governatore di San Paolo Tarcisio de Freitas, indicato da settori conservatori come possibile erede, mentre nel dibattito pubblico riaffiora l’ipotesi di amnistia per alleggerire il contenzioso giudiziario legato ai fatti di Brasilia.

Un giudice simbolo o un eccesso di potere?

Il ruolo di Alexandre de Moraes divide il Paese: per alcuni è il baluardo della democrazia contro la deriva autoritaria; per altri è un magistrato che accentrerebbe troppo potere nelle inchieste su disinformazione e minacce all’ordine costituzionale. In aula, il giudice ha ribadito che il procedimento proseguirà senza interferenze esterne: “il processo non subirà interferenze interne o internazionali”, ha scandito, rivendicando l’autonomia della Corte.

La posta in gioco

L’esito del voto è destinato a segnare uno spartiacque nella storia istituzionale del Brasile. Un verdetto di condanna priverebbe Bolsonaro di ricorsi nazionali immediati e lascerebbe come uniche vie possibili quelle internazionali. Al contrario, una spaccatura della sezione (con due giudici contrari) riaprirebbe margini processuali interni, prolungando una fase di incertezza che pesa su politica, economia e coesione sociale.

Il quadro 

Oggi il quadro è questo: due voti per la condanna già espressi; accuse che parlano di organizzazione criminale, tentativo di golpe e violenza dell’8 gennaio 2023; una difesa che rilancia sul difetto di prove e sulle tempistiche; un Paese attraversato da tensioni di piazza e da riposizionamenti politici; una magistratura chiamata a definire un precedente storico per la tenuta delle istituzioni.

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