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Musk, voto sul maxi premio da un trilione in Tesla

- di: Matteo Borrelli
 
Musk, voto sul maxi premio da un trilione in Tesla
Musk, voto sul maxi premio da un trilione in Tesla
Ore decisive a Palo Alto: assemblea chiamata a esprimersi su un pacchetto d’incentivi potenzialmente da un trilione di dollari legato a tappe di crescita estreme su valutazione, profittabilità e software. La posta è anche politica industriale: trattenere Musk (foto) o ridisegnare la governance.

Tesla mette in votazione un nuovo schema che collega la remunerazione di Elon Musk a obiettivi ultra-ambiziosi, culminanti in una capitalizzazione potenziale di 8,5 trilioni di dollari in dieci anni e in milestone operative su scala produttiva, margini e ricavi ricorrenti. La filosofia è semplice: “niente risultato, niente premio”.

Perché il voto pesa

Non è solo una cifra record: è un giudizio sul modello di impresa. Tesla punta a passare da costruttore auto a piattaforma tecnologica che integra hardware, software, dati e rete di ricarica. Chi sostiene il piano vede in Musk il catalizzatore di questa trasformazione; i contrari temono diluizione, concentrazione del potere e precedenti pericolosi nella remunerazione dei CEO.

Cosa prevede il piano

Il meccanismo si sviluppa in tranche di azioni vincolate: ogni blocco si sblocca al superamento di soglie progressive di valore di mercato e di performance industriale. Tra le leve più discusse: abbonamenti al software di guida assistita FSD, lancio dell’ecosistema robotaxi, efficienza produttiva e cassa. Solo al raggiungimento degli obiettivi le tranche maturano.

Le voci in campo

Dal consiglio trapela l’urgenza di ancorare Musk alla missione di lungo periodo. La presidente del cda ha difeso la proposta: “Serve un incentivo proporzionato all’ambizione industriale”. Musk ha lasciato intendere che un esito negativo ridurrebbe il suo impegno diretto: “Voglio spingere Tesla al livello successivo, ma il riconoscimento deve essere adeguato”.

Favorevoli e contrari

Una parte degli azionisti ritiene Musk insostituibile nel traghettare Tesla verso software e servizi. Sul fronte opposto, grandi investitori e consulenti al voto segnalano dimensioni senza precedenti del premio, rischi di governance e diluizione. Un importante azionista istituzionale ha annunciato voto contrario pur riconoscendo il valore creato negli anni.

Gli scenari dopo l’esito

Con il , Tesla legherebbe la strategia a una roadmap decennale in cui l’auto resta base di lancio per AI, software e robotica. Con il no, si aprirebbero strade complesse: rinegoziazione del piano, riequilibrio dei poteri o un ridimensionamento del ruolo operativo di Musk, con impatto sulla narrazione che sostiene le valutazioni.

Il contesto 2025

La decisione arriva in una fase di transizione: pressioni competitive comprimono i margini dell’elettrico, mentre la scommessa sui ricavi ricorrenti richiede una base utenti ampia e progressi verificabili nella guida autonoma. Da qui il bivio: premiare la visione accettando maggiore rischio, oppure rallentare per rafforzare i presìdi di governance.

La domanda chiave

Più che “quanto vale Musk”, il punto è quanto valga la traiettoria che promette. Un’allocazione di capitale così audace potrà rivelarsi geniale o sproporzionata: dipenderà dalla velocità con cui Tesla saprà convertire tecnologia e dati in flussi di cassa ripetitivi. L’assemblea dirà se la storia imboccherà la corsia di sorpasso o cercherà un nuovo equilibrio.

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