Soci compatti sul nuovo statuto: più dividendi, governance flessibile e strada aperta all’asse con Mediobanca per sviluppi futuri nel risiko bancario-assicurativo.
(Foto: da sinistra il presidente di Mps, Nicola Maione, con il Ceo Luigi Lovaglio).
L’assemblea straordinaria di Monte dei Paschi di Siena ha dato il via libera a una profonda revisione dello statuto, segnando un passaggio chiave nel riposizionamento strategico della banca senese all’interno del risiko bancario italiano.
La riforma della carta societaria interviene su tre leve cruciali: governance, politica dei dividendi e incentivi manageriali.
Il nuovo statuto consente ora di destinare integralmente gli utili a dividendo.
Sul fronte della governance, viene introdotta anche a Siena la possibilità per il consiglio uscente di presentare una propria lista di candidati.
A sostenere il pacchetto di riforme sono stati sia i principali azionisti privati, sia i grandi fondi internazionali.
Assente invece, in modo non marginale, il Ministero dell’Economia.
Le modifiche statutarie restano comunque subordinate al via libera della Bce.
Entro la fine di febbraio è infatti atteso il nuovo piano industriale.
Il mercato, intanto, ha già iniziato a scommettere sugli sviluppi futuri del risiko bancario e assicurativo, dove Mps si struttura per dare un nuovo colpo d’ala.