Tetto contante e Pos: Giorgia Meloni dà prova di realismo e annuncia nuove soglie

- di: Redazione
 
Una esposizione puntuale e ''senza sconti'' quella che oggi Pnrr, Fabrizio Balassone, capo del Servizio Struttura Economica del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia, ha fatto nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in seduta congiunta.
Molti gli argomenti toccati, a cominciare da quello, di grande attualità, come l'uso del contante e le relative limitazioni. Sui quali il giudizio di Balassone è stato chiaro, quando ha detto che "rispetto al 2016, la percentuale di transazioni effettuati col contante è diminuita in Italia pur restando maggioritaria", aggiungendo che "i limiti all'uso del contante rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione'' e che alcuni studi accreditano la tesi che ''soglie più alte favoriscono l'economia sommersa. C'è inoltre evidenza che l'uso dei pagamenti elettronici ridurrebbe l'evasione fiscale". Insomma: ''Tetto al contante e Pos riducono evasione fiscale".

Tetto contante e Pos: Giorgia Meloni annuncia nuove soglie

Una linea che dovrebbe avere avuto in Giorgia Meloni una attenta ascoltatrice, perché il presidente del Consiglio, appena poche ore fa, ha fatto capire di stare valutando di ridurre la soglia oltre cui diventano obbligatori i pagamenti con carte e bancomat. Un ripensamento che per qualcuno potrebbe configurare una evidente marcia indietro, o una rimodulazione di un provvedimento che ha generato, oltre all'approvazione degli alleati di governo (che a dire il vero avrebbero voluto più ''coraggio''), anche parecchie critiche. Di cui quella di Banca d'Italia è solo l'ultima.

Ora, quali che siano le motivazioni che hanno indotto Giorgia Meloni al cambio di rotta (o di soglia, se più aggrada), da esse non dovrebbero essere estranee le considerazioni sulla ricerca di un equilibrio in seno al Governo e l'esigenza di mostrarsi dialogante con Bruxelles, che appare poco disposta a cedimenti o ad atteggiamenti aperturisti.
Il tetto all'utilizzo del contante e quindi, a ruota, il Pos sono apparentemente questioni marginali (di cui la Lega sta cercando di fare un argomento di tipo ideologico, alludendo a soglie di libertà nel comportamento dei singoli) per il semplice motivo che sono essenzialmente politiche, nel senso più puro del termine.

Di tutto in questo momento Giorgia Meloni ha bisogno meno che di inimicarsi non tanto l'opposizione - del cui giudizio potrebbe non interessarsi più di tanto-, quanto il coté economico-finanziario del Paese che chiede maggiore linearità nelle mosse del Governo, dove ancora troppi si muovono come se fossero l'Imperatore quando sono solo dei dignitari. Tornando all'audizione di Balassone, nel suo intervento ha sottolineato che "la piena attuazione delle riforme e investimenti del Pnrr potrà fornire un contributo determinante alla crescita economica e di riflesso al miglioramento della finanza pubblica", rimarcando che ''La politica di bilancio mira ad un'ulteriore riduzione del rapporto debito/prodotto nel triennio di programmato.

Dato l'alto livello del debito pubblico, la richiamata incertezza sulle prospettive economiche e gli elevati livelli dei tassi di interesse, mantenere fermo questo obiettivo è una scelta necessaria". Toccando un altro argomento ''caldo'', Balassone ha detto che ''l'introduzione del reddito di cittadinanza ha rappresentato una tappa significativa nell'ammodernamento del welfare del nostro Paese", senza il quale, secondo l'Inps, nel nel 2020 ci sarebbero stati "un milione di individui poveri in più".
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