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Manovra, nel Dpb arriva il fondo per le sentenze: vale lo 0,09% del Pil nel 2026

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Manovra, nel Dpb arriva il fondo per le sentenze: vale lo 0,09% del Pil nel 2026

Nella prossima legge di Bilancio sarà istituito un nuovo fondo una tantum per il 2026, destinato a fronteggiare “gli effetti finanziari che potrebbero derivare dalle sentenze dei plessi giurisdizionali nazionali ed europei”. Lo prevede il Documento programmatico di bilancio (Dpb) trasmesso dal Governo italiano alla Commissione europea.

Manovra, nel Dpb arriva il fondo per le sentenze: vale lo 0,09% del Pil nel 2026

L’impatto stimato del fondo per l’anno prossimo sarà pari allo 0,09% del Prodotto interno lordo, una cifra che, secondo fonti tecniche, corrisponde a poco più di 1,8 miliardi di euro in base alle previsioni macroeconomiche contenute nel quadro programmatico.

Uno strumento di copertura preventiva
La misura mira a gestire con maggiore flessibilità gli effetti potenzialmente onerosi di decisioni giudiziarie, nazionali o europee, che potrebbero incidere sui conti pubblici. Si tratta di un meccanismo prudenziale, destinato a evitare che eventuali obblighi di spesa o rimborsi derivanti da sentenze — come quelli in materia fiscale, previdenziale o di aiuti di Stato — pesino sul deficit strutturale.

La creazione del fondo era stata anticipata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante la recente audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp). In quell’occasione, il titolare del Tesoro aveva sottolineato “la necessità di dotarsi di una riserva specifica per gestire in modo ordinato e trasparente le conseguenze economiche di decisioni giudiziarie non prevedibili”.

Un segnale di prudenza verso Bruxelles
L’introduzione del fondo rappresenta anche un messaggio di prudenza rivolto alle istituzioni europee. Il Governo intende mostrare la volontà di preservare la stabilità dei conti pubblici in un contesto di regole fiscali rinnovate, in cui la Commissione Ue ha rafforzato la vigilanza sulla gestione delle passività potenziali e delle spese straordinarie.

Pur trattandosi di una misura una tantum, il fondo verrà contabilizzato nel bilancio 2026 come componente del fabbisogno pubblico, con effetto neutro sul saldo primario nel medio periodo.

Un meccanismo già sperimentato in passato
Strumenti analoghi sono già stati adottati in passato per far fronte a sentenze con forte impatto finanziario, come i contenziosi sugli appalti, sul personale pubblico o su questioni fiscali retroattive. Tuttavia, la costituzione di un fondo ad hoc inserito nella manovra rappresenta una novità di rilievo sul piano della pianificazione preventiva.

Il provvedimento, spiegano fonti del Tesoro, “consentirà di gestire le passività derivanti da pronunce giudiziarie senza compromettere gli obiettivi di bilancio e senza dover ricorrere a manovre correttive in corso d’anno”.

Equilibrio tra prudenza e crescita
L’inserimento del fondo nel Dpb si colloca all’interno di una manovra improntata alla cautela, con l’obiettivo di mantenere il deficit sotto controllo e garantire la sostenibilità del debito pubblico, pur in presenza di misure di sostegno ai redditi e agli investimenti.

Il fondo per le sentenze, pari allo 0,09% del Pil, rappresenta così un tassello tecnico ma significativo della politica di bilancio delineata dal Governo: una scelta di prudenza contabile che rafforza la credibilità del quadro programmatico e anticipa la richiesta di Bruxelles di una maggiore trasparenza sulle passività potenziali dello Stato.

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