Leonardo: i primi nove mesi del 2020 lasciano saldamente al comando Profumo

 
A leggere le dichiarazioni che l'amministrato delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, ha pronunciato a commento dei risultati dei primi nove mesi del 2020 , certo non si riescono ad intravedere delle nubi sul suo futuro, come viene invece dato per certo da più parti, sulla base di voci che corrono incontrollate e che, sistematicamente, non trovano conferma. Anche vengono nettamente smentite.

L'impressione è che questi rumors siano messi ad arte in giro per mere convenienze politiche e che quindi, sulla testa di Profumo, si stia giocando una partita che non ha assolutamente niente a che vedere con il suo operato. La sensazione è che, se anche avesse portato a casa risultati ben più soddisfacenti di quelli registrati, il suo nome sarebbe stato sempre menzionato in negativo perché, in amore, guerra ed anche politica, tutto è permesso.

Anche tirare in ballo persone (o, come in questo caso, manager) che fanno bene il loro lavoro, ma la cui ''testa'', in senso figurato, può essere usata in ben altri contesti. Per avere una conferma della strumentalità di certe asserzioni o richieste potrebbero bastare anche solo le parole con cui Alessandro Profumo ha descritto quanto Leonardo ha fatto nel 2020: "I risultati dei primi nove mesi dimostrano che abbiamo risposto prontamente alle sfide di breve periodo del 2020, reagendo in maniera efficace alle dinamiche di un contesto in continuo cambiamento. Abbiamo intrapreso azioni per diventare più resilienti e agili: abbiamo ridotto i costi, dato priorità agli investimenti senza comportare ritardi sui programmi, riorientato gli ordini ricevendo un supporto significativo dai nostri clienti nazionali, riconfigurato le linee produttive per rispondere alle restrizioni dovute al Covid".

"Abbiamo - ha detto, forse celando un pizzico di soddisfazione personale - anche implementato in modo rapido modalità di smart working, portando avanti la produzione e razionalizzando il nostro business in linea con la domanda. Abbiamo una posizione finanziaria solida, resa ancora più robusta dalla sottoscrizione a maggio di ulteriori linee di credito e dal rifinanziamento del bond in scadenza nel 2021”.

Ma quel che è veramente importante è che il management di Leonardo esclude che l'azienda si trovi davanti alla necessità di aumenti di capitale o di ulteriore rifinanziamento del debito.
Certo le dichiarazioni sono una cosa, mentre la realtà dei numeri potrebbe raccontare altro.
Nei primi nove mesi del 2020 i nuovi ordini sono stati pari a otto miliardi e mezzo, mentre i ricavi - forti del contributo di Velivoli, Elicotteri, Elettronica Europa e dalla controllata statunitense Leonardo DRS - ammontano a 9 miliardi che hanno supportato anche l’ebita, pari a 497 milioni. Nonostante il netto recupero fatto segnare sui trimestri precedenti, si è registrato un calo del 28 per cento, anno su anno, da attribuire essenzialmente alle conseguenze della pandemia, ma anche per l’ andamento delle joint venture Mbda e Atr.

''A causa della stagionalità e dell'effetto peggiorativo della pandemia'' il flusso di cassa operativo resta negativo per 2,6 miliardi. E' questo il dato che ha deluso le aspettative degli analisti, che comunque guardano positivamente ai risultati del terzo trimestre, nel quale il gruppo ha ottenuto ordini per 2,4 miliardi(-1,2%) e ricavi per 3,15 miliardi (-0,8%). L'ebita si è rafforzato a 205 milioni (+ 3%), a fronte dell'ebit sceso a 168 milioni (-9,7%).
Il Magazine
Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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