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Via libera alla Legge di delegazione europea 2025: recepite direttive su ambiente, cybersicurezza e competitività

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Via libera alla Legge di delegazione europea 2025: recepite direttive su ambiente, cybersicurezza e competitività

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, il disegno di legge per la Legge di delegazione europea 2025. Il provvedimento è stato varato con procedura d’urgenza e affida al Governo il compito di recepire nell’ordinamento nazionale una serie di direttive e regolamenti adottati a livello comunitario. Il testo si configura come un tassello centrale nel processo di adattamento dell’Italia ai nuovi orientamenti normativi dell’Unione, in settori cruciali come la transizione verde, la competitività delle PMI, la cybersicurezza e la sostenibilità ambientale.

Via libera alla Legge di delegazione europea 2025: recepite direttive su ambiente, cybersicurezza e competitività

Tra le principali novità contenute nel disegno di legge, figura il recepimento delle nuove norme europee in materia di disegni e modelli industriali. L’obiettivo è modernizzare i sistemi di protezione del design a vantaggio della crescita e della competitività, soprattutto per le piccole e medie imprese, con attenzione anche agli interessi dei consumatori. Si tratta di un’area chiave per l’innovazione manifatturiera italiana, spesso legata alla creatività e all’estetica dei prodotti.

Economia circolare e riparabilità dei beni di consumo

La legge recepisce inoltre la direttiva (UE) 2024/1799 che incentiva la riparazione e il riutilizzo dei beni di consumo difettosi, all’interno di una strategia di rafforzamento dell’economia circolare. La misura rientra nel più ampio contesto della transizione verde europea, con l’intento di ridurre l’impatto ambientale e promuovere comportamenti di consumo sostenibili. L’Italia dovrà ora tradurre in norme interne questi principi, favorendo filiere della riparazione e riuso.

Sicurezza delle macchine e dei prodotti connessi

Tra i regolamenti oggetto di recepimento vi sono anche quelli relativi alla progettazione, costruzione e immissione sul mercato delle macchine, quasi-macchine e prodotti correlati. Al contempo, la legge include norme che stabiliscono requisiti orizzontali di cybersicurezza per i prodotti digitali (Regolamento UE 2024/2847) e introduce disposizioni specifiche per la certificazione della sicurezza informatica dei sistemi e dei servizi ICT (Regolamento UE 2025/37). Obiettivo: garantire la sicurezza dei consumatori e delle infrastrutture tecnologiche contro le minacce informatiche.

Tutela ambientale e regolazione sui rifiuti e le sostanze nocive
Ampio spazio viene riservato alle norme ambientali. Tra i provvedimenti europei recepiti vi è il Regolamento (UE) 2024/590, che disciplina l’uso delle sostanze che riducono lo strato di ozono. Viene poi introdotto il Regolamento (UE) 2024/1157, volto a proteggere l’ambiente e la salute umana dagli effetti delle spedizioni di rifiuti. Inoltre, il Governo si impegna a migliorare la raccolta e la comunicazione dei dati ambientali legati alle installazioni industriali, attuando ulteriormente il protocollo UNECE sui registri delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti.

Rafforzamento della cybersicurezza europea

Il disegno di legge prevede anche l’attuazione del Regolamento (UE) 2025/38, che punta a potenziare la capacità dell’Unione europea di rilevare minacce informatiche e rispondere a incidenti. La normativa istituisce meccanismi rafforzati di solidarietà e cooperazione tra Stati membri in ambito di cybersicurezza, con un approccio coordinato alla prevenzione, alla preparazione e alla risposta agli attacchi digitali.

Industria a zero emissioni e lavoro verde

Infine, tra i regolamenti recepiti spicca il Regolamento (UE) 2024/1735, che definisce un quadro per rafforzare l’ecosistema produttivo europeo legato alle tecnologie a zero emissioni nette. Il provvedimento mira a garantire approvvigionamenti sicuri e sostenibili, contribuendo alla decarbonizzazione e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Si tratta di una misura fondamentale per accompagnare l’industria europea verso gli obiettivi di neutralità climatica, con effetti attesi anche sul rilancio dell’occupazione in settori strategici per la competitività continentale.

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