Italy for Climate lancia CIRO, primo database per guidare le regioni verso la neutralità climatica

- di: Barbara Bizzarri
 

Ciro, ovvero Climate Indicators for Italian RegiOns, è la nuova piattaforma di Italy for Climate, Centro Studi della Fondazione per lo sviluppo sostenibile: si tratta del primo database in Italia che raccoglie, analizza con indicatori originali e mette a confronto dati e buone pratiche ambientali adottate dalle Regioni italiane per guidarle nel processo di decarbonizzazione dei propri territori e nel raggiungimento degli obiettivi climatici. Si rivolge a laboratori di innovazione e adattamento, mentre le regioni svolgono un ruolo chiave nell'implementazione di politiche e iniziative che promuovono l'efficienza energetica, l'uso delle fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas serra per contribuire in modo significativo agli sforzi globali per contrastare il cambiamento climatico.

Italy for Climate lancia CIRO, primo database per guidare le regioni verso la neutralità climatica

Sviluppato da Italy for Climate in collaborazione con Ispra, il database è frutto di un lavoro di ricerca e rielaborazione di dati che ha permesso di individuare 26 indicatori articolati in 8 aree tematiche: emissioni, energia, rinnovabili, edifici, industria, trasporti, agricoltura e vulnerabilità. Tra questi anche dati e indicatori originali, elaborati per la prima volta e raccolti con l’obiettivo di fornire al dibattito pubblico e alle Amministrazioni locali un quadro completo e aggiornato che consenta di identificare le aree di miglioramento e le migliori pratiche da adottare.   La piattaforma CIRO comprende anche una raccolta di buone pratiche dalle regioni, realizzata in collaborazione con il Gruppo GEDI. 

Protagonista dell’evento di questo pomeriggio di Italy for Climate in collaborazione con KEY, The Energy Transition Expo, la manifestazione di IEG (Italian Exhibition Group) sulla transizione energetica, occasione di dibattito tra i rappresentanti delle istituzioni e delle regioni su esigenze e fattori abilitanti da mettere in campo per supportare il loro contributo al percorso verso le zero emissioni. 

Esperienze, sfide e buone pratiche dai territori sono i temi del confronto tra i partecipanti: Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Andrea Barbabella, Responsabile scientifico di Italy for Climate, Daniela Romano, Capo Sezione Emissioni in atmosfera di Ispra, Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia, Ministero Ambiente e sicurezza energetica, Giorgio Maione, Vicepresidenza, Regions4 Sustainable Development Europa (Assessore Ambiente e Clima, Regione Lombardia), Roberto Morroni, Vicepresidente, Regione Umbria, Andrea Orlando, Capo di Gabinetto, Regione Emilia-Romagna, Anna Grazia Maraschio, Assessore Ambiente, Regione Puglia, Fabio Scoccimarro, Assessore Ambiente ed Energia, Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Andrea Barbabella, Coordinatore di Italy for Climate, ha dichiarato: “Non è possibile guidare un territorio sulla strada della transizione energetica senza avere un quadro chiaro e aggiornato dei principali indicatori in gioco. Per questo, insieme a Ispra, abbiamo voluto realizzare questa piattaforma di condivisione di dati e buone pratiche, selezionando 26 indicatori chiave, molti dei quali frutto di specifiche elaborazioni originali. Attraverso questo database, le regioni potranno approfondire i propri punti di forza come anche quelli di debolezza e poter sviluppare così strategie di contrasto alla crisi climatica a scala territoriale più avanzate ed efficaci”.  

Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, sottolinea: “Per poter avere la possibilità di contenere l’aumento delle temperature fra 1,5 e 2°C, evitando una precipitazione catastrofica della crisi climatica, occorre accelerare l’impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030, secondo le convergenti indicazioni delle istituzioni scientifiche e di quelle internazionali. L’Europa che, con le misure in atto, non sarebbe in traiettoria con questo target, sta promuovendo un pacchetto impegnativo di misure (Fit for 55%) per mettersi al passo. Anche l’Italia è in ritardo: nei settori non ETS (trasporti, edifici, agricoltura, rifiuti, piccole imprese) dal 2015 al 2022 ha ridotto le emissioni solo del 4%: di questo passo arriverebbe al proprio target europeo del 43,7 % non al 2030, ma al 2050, con 20 anni di ritardo. Per accelerare l’impegno per il clima in Italia è indispensabile coinvolgere, di più e meglio, anche le Regioni”. 

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Italia Informa n° 1 - Gennaio/Febbraio 2024
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