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Istat: risale la fiducia di consumatori e imprese a ottobre

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Istat: risale la fiducia di consumatori e imprese a ottobre

Il mese di ottobre segna un nuovo passo avanti nel recupero del sentiment economico. L’Istat rileva un incremento sia dell’indice di fiducia dei consumatori, salito da 96,8 a 97,6, sia dell’indicatore composito delle imprese, passato da 93,7 a 94,3. Il dato, pur ancora sotto le medie di lungo periodo, indica che famiglie e aziende stanno gradualmente riallineando le aspettative al quadro congiunturale, dopo un biennio dominato dall’incertezza legata a inflazione, tassi e calo dei consumi interni.

Istat: risale la fiducia di consumatori e imprese a ottobre

Nel dettaglio, il miglioramento riguarda tutte e quattro le componenti del clima di fiducia. È significativo soprattutto l’aumento dell’indice legato alla prospettiva individuale: il clima personale sale da 96,0 a 97,0, segnalando che le famiglie cominciano a percepire una maggiore stabilità nelle proprie condizioni economiche. Il clima futuro – ossia le attese per i prossimi mesi – cresce da 92,6 a 94,1, evidenziando un recupero più netto sul piano prospettico.

Anche la componente macroeconomica mostra segnali di riallineamento: il clima economico sale da 98,8 a 99,3 e il clima corrente supera quota 100, passando da 99,9 a 100,2. L’elemento di fondo è che la fiducia non cresce solo in previsione, ma anche nella valutazione della situazione presente: un indicatore di stabilizzazione dopo la fase più acuta degli shock inflattivi.

Imprese: manifattura e costruzioni tornano a muoversi

Il miglioramento sul fronte produttivo è trainato principalmente da industria e costruzioni. Nella manifattura, l’indice passa da 87,4 a 88,3, confermando che la fase di rallentamento sta progressivamente attenuandosi. Più deciso il recupero delle costruzioni, che salgono da 101,6 a 103,3, sostenute da una domanda ancora relativamente dinamica e da progetti in continuità con quelli finanziati negli ultimi anni.
Il quadro favorevole tocca anche il commercio al dettaglio, che mostra una crescita da 101,8 a 105,0, segno di una maggiore fiducia nell’andamento della domanda interna, soprattutto per la stagione autunnale e pre-festiva.

Servizi ancora in frenata: pesano ordini e visibilità a breve
Diverso il quadro nei servizi di mercato, dove l’indice scende da 95,6 a 95,0. Il calo è attribuito a giudizi meno positivi sugli ordini in ingresso e sull’andamento degli affari, due componenti che riflettono una visibilità più ridotta nel breve periodo. Restano però positive le attese future, che indicano come il settore non esprima sfiducia strutturale ma viva una fase transitoria legata alla domanda. È il comparto che più soffre l’andamento variabile dei consumi, soprattutto nei servizi non essenziali.

Un clima che migliora ma rimane selettivo
Nel complesso, il report disegna un quadro in cui la dinamica della fiducia è positiva ma ancora differenziata. Le famiglie reagiscono prima delle imprese sul piano delle percezioni, mentre tra i settori produttivi sono industria, edilizia e commercio a guidare il rimbalzo, con i servizi che restano l’area più esposta. La tendenza suggerisce che la ripresa di fiducia è alimentata soprattutto da aspettative di stabilizzazione, non ancora da un’espansione consolidata dell’attività economica.

Indicazione di stabilizzazione, non ancora di svolta
Per l’Istat, il recupero degli indicatori è un segnale importante ma non sufficiente per parlare di cambio di ciclo. Le famiglie migliorano i propri giudizi soprattutto sul fronte personale, mentre le imprese mostrano fiducia in modo selettivo, legando l’ottimismo a ordini, costi di produzione e prospettive della domanda. Il clima rimane dunque in fase di assestamento: più positivo rispetto ai mesi precedenti, ma ancora lontano dai picchi pre-pandemia e pre-shock inflattivo.

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