• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Identità rubate, credito nel mirino: 86 milioni bruciati in 6 mesi

- di: Jole Rosati
 
Identità rubate, credito nel mirino: 86 milioni bruciati in 6 mesi

Truffe più “piccole”, più numerose e spesso più rapide: nel primo semestre 2025 salgono i casi, cambia il bersaglio e gli under 30 finiscono in testa alla classifica delle vittime.

Le frodi creditizie basate sul furto d’identità stanno vivendo una stagione da record: nel primo semestre 2025, in Italia, i casi censiti superano quota 18.800, in crescita del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre il valore economico complessivo oltrepassa gli 86 milioni di euro. Il dettaglio che colpisce di più non è soltanto l’aumento, ma il “come”: la criminalità sembra privilegiare importi più contenuti, operazioni meno appariscenti, tentativi ripetuti e distribuiti, come una pioggia fine che bagna (quasi) senza fare rumore.

Il cambio di passo è netto: oltre sei frodi su dieci si collocano sotto i 10.000 euro, mentre le truffe sopra quella soglia arretrano sensibilmente. In particolare calano i casi sopra i 20.000 euro e scendono anche quelli tra 10.001 e 20.000. Non è un segnale di tregua: è un’evoluzione tattica, con l’obiettivo di moltiplicare i colpi riducendo la probabilità di allerta immediata.

“La diminuzione dei casi di frode con importi elevati non deve far abbassare la guardia: il numero complessivo di episodi continua infatti a crescere. È fondamentale che imprese e consumatori restino vigili, adottando strumenti di protezione efficaci e comportamenti responsabili”, avverte Beatrice Rubini, Executive Director della linea Mister Credit di CRIF, indicando nell’educazione finanziaria una delle difese più sottovalutate ma decisive.

Guardando la fascia “medio-bassa” degli importi, la fotografia diventa ancora più chiara: aumentano con forza i casi tra 3.001 e 5.000 euro e tra 5.001 e 10.000 euro. E la vera “zona calda” è quella tra 1.501 e 3.000 euro, che conquista la quota più ampia dei casi. Tradotto: il rischio non è più soltanto la maxi-frode clamorosa, ma la pratica seriale, ripetuta, che sfrutta tempi e distrazioni di un ecosistema sempre più digitale.

Anche i prodotti finanziari raccontano una storia di spostamenti e nuove preferenze criminali. Il prestito finalizzato resta la tipologia più frequentemente coinvolta, ma arretra. A stupire è soprattutto la corsa del prestito personale, che cresce con decisione e arriva a sfiorare, per incidenza, il prestito finalizzato. Nel frattempo arretrano le frodi su mutui, credito revolving e carte di credito: non perché siano “immuni”, ma perché il bersaglio si sposta dove la frizione è minore e la velocità di erogazione è più appetibile.

E poi c’è l’ultimo arrivato, già abbastanza grande da finire nel mirino: la rateizzazione degli acquisti online, il Buy Now, Pay Later (BNPL). La quota è ancora limitata, ma il segnale è eloquente: quando un nuovo canale di pagamento si diffonde, la frode non lo “segue” con calma — lo raggiunge di corsa. Il copione è spesso lo stesso: identità rubate o “costruite”, acquisti veloci, rivendita rapida della merce e una coda di contestazioni che esplode quando il conto arriva alla vittima vera.

“Il fenomeno è in continua trasformazione: nuove tipologie di frodi entrano nel mirino, mentre strategie già note, come puntare su importi più contenuti, tornano a essere privilegiate”, osserva Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, sottolineando l’urgenza di investire in controlli, analytics e strumenti avanzati, inclusi quelli basati su intelligenza artificiale.

C’è un elemento che sposta l’attenzione: il profilo delle vittime. Nel primo semestre 2025 emerge un’inversione rispetto al passato: oltre un caso su cinque coinvolge gli under 30, che diventano la fascia più colpita. La maggioranza delle vittime resta maschile, ma il segnale generazionale è quello più inquietante: i giovani, abituati a “vivere” su app, link e notifiche, vengono agganciati dove il confine tra comodità e rischio è più sottile.

Geografia: la mappa delle frodi mostra una maggiore incidenza (in valori assoluti) in Lombardia, Sicilia, Campania e Lazio, con Puglia e Piemonte subito dietro. Ma quando si rapportano i casi al credito erogato, cambiano le proporzioni e sale l’incidenza in Sicilia, Campania e Calabria. È un promemoria scomodo: le frodi non sono “solo un tema digitale”, ma un fenomeno con dinamiche territoriali.

Non meno rivelatore è ciò che viene “comprato” con pratiche fraudolente. Gli elettrodomestici restano una categoria ricorrente, ma perdono peso; crescono invece spese legate a beni di consumo e aumentano nettamente elettronica, informatica e telefonia. Complice: la rivendibilità. Smartphone, notebook e dispositivi di fascia alta si trasformano in liquidità più velocemente di qualunque altra merce.

Un segnale incoraggiante, in mezzo al rumore, riguarda i tempi di scoperta: aumenta la quota di frodi individuate entro sei mesi e una parte consistente viene rilevata entro l’anno. È una buona notizia soltanto a metà: significa che i radar stanno migliorando, ma anche che la truffa è ormai abbastanza frequente da attivare prima campanelli d’allarme (solleciti, notifiche di istruttoria, pratiche di recupero).

Sullo sfondo c’è un dato che aiuta a capire perché il furto d’identità sia diventato un carburante così potente: la circolazione online di dati personali esposti, rubati o scambiati alimenta un mercato pronto a trasformare credenziali e documenti in richieste di credito “credibili”. In pratica, molte frodi nascono prima ancora della domanda di finanziamento: iniziano dove finisce la nostra attenzione alla sicurezza digitale.

Cosa può fare un consumatore, oggi, senza diventare paranoico ma neppure ingenuo? Una mini-checklist concreta, da tenere come routine:

  • Disinnesca l’urgenza: link “immediati”, SMS “della banca”, chiamate che chiedono codici sono il terreno preferito di phishing e vishing.
  • Proteggi l’identità: documenti e codice fiscale non vanno condivisi via chat senza motivi solidi; se devi inviarli, usa canali sicuri e valuta oscuramenti mirati.
  • Attiva notifiche e controlli: avvisi su movimenti, accessi e richieste di credito riducono i tempi di scoperta.
  • Non sottovalutare i “piccoli importi”: oggi sono proprio quelli a passare più facilmente sotto radar.
  • Muoviti subito se qualcosa non torna: contatta l’istituto coinvolto, conserva evidenze e segnala anche i tentativi.

Il punto, alla fine, è che la frode moderna non ha bisogno di “scassinare” un caveau: le basta entrare nella tua identità, indossarla per pochi minuti e uscire con un contratto in tasca. E mentre le truffe “giganti” calano, quelle “intelligenti” si moltiplicano: più leggere, più veloci, più difficili da riconoscere se non si alza la qualità dell’attenzione.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 103 record
Nessun record risponde ai criteri di ricerca
Trovati 103 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia