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Francia: sospesi tre poliziotti per aver pestato senza motivo un uomo di colore

- di: Jean Aroche
 
Doveva essere la solita storia: qualcuno che si ribella ad un controllo di polizia e aggredisce gli agenti che reagiscono, facendo un uso legittimo della forza, e, come si dice, lo riducono alla ragione. Solo che, nell'epoca in cui tutti hanno uno smartphone e sanno come usarlo, in cui, ad ogni angolo di strada, delle telecamere di sicurezza possono immortalare ogni tuo gesto, sperare di pestare un innocente e pensare di farla franca è quasi impossibile.

Così le immagini già drammatiche di tre poliziotti che si accaniscono contro un uomo di colore, in una strada di Parigi, hanno avuto uno sviluppo se possibile ancora più crudo perché gli agenti, per giustificare la loro azione, si sono inventati una aggressione che non c'è stata.

L'episodio sta scuotendo la coscienza di un Paese come la Franca che ha accreditato la sua immagine ponendovi alla base la convivenza ed il rispetto dell'altro. E la reazione del presidente della repubblica, Emmanuel Macron, non s'è fatta attendere, chiedendo l'immediato licenziamento dei responsabili, che intanto sono stati già sospesi dal servizio in attesa che l'inchiesta interna della Polizia faccia luce sull'accaduto. Intanto, la procura sta vagliando l'accaduto per capire se, come tutto lascia pensare, ci sia stato un uso gratuito della forza.

Gli agenti, per il loro singolare modo di interpretare il ruolo di guardiani della sicurezza di tutti i cittadini, hanno scelto Michel Zecler, un produttore musicale che stava entrando nello stabile dove ha il suo studio. Sabato pomeriggio Zecler stava per infilare la chiave nella toppa del portone quando si è visto attorniato da tre poliziotti (tra i quali un brigadiere, quindi uomo d'esperienza) che lo hanno pesantemente apostrofato - al grido di "sale nègre" ("Sporco negro") - per il fatto che non indossava la mascherina.

Non si sa se e cosa abbia detto Zecler. Fatto sta che, nel giro di pochi secondi, è stato raggiunto da pugni e calci e colpi di manganello. Nelle immagini si vede anche uno degli agenti che attua una presa al collo dell'uomo. Il pestaggio è continuato anche nell'androne dello studio, dove il produttore aveva cercato di rifugiarsi. Dalle immagini emerge un altro particolare raggelante: nonostante i colpi violentissimi che lo raggiungevano, Michel Zecler ha solo tentato di difendersi, senza reagire, forse presagendo che per lui sarebbe stato peggio.

"Una pioggia di colpi e bugie", ha commentato Le Monde perché, dopo il pestaggio, gli agenti, nella relazione di servizio presentata al loro rientro nella stazione di polizia in cui prestano servizio, hanno raccontato una storia senza alcun aggancio alla realtà, dicendo di essersi difesi da un energumeno che, senza alcuna ragione, si è scagliato contro di loro che, gentilmente, gli avevano ricordato le elementari misure per contenere il contagio da Coronavirus.

Hafida El Adi, l'avvocato di Zecler, annunciando che il suo assistito ha presentato ieri una denuncia contro gli agenti, si è detta convinta che, se non ci fossero stati i video delle telecamere di sicurezza, la sorte giudiziaria del produttore sarebbe stata segnata.

"Se non le avessimo - ha spiegato -, ovviamente sarebbe in carcere, perché è la sua parola contro quella della polizia e sappiamo benissimo che sarebbe quella della polizia a prevalere". A rivelare cosa sia realmente accaduto è stato il sito di notizie Loopsider, che ha ottenuto i filmati registrati da telecamere di sicurezza a circuito chiuso installate davanti allo studio di Zecler. Nell'inchiesta è entrato un quarto agente che avrebbe lanciato un lacrimogeno dentro lo studio di Zecler per costringerlo ad uscire.
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