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Ex Ilva Taranto, operaio muore durante un controllo: sciopero immediato

- di: Anna Montanari
 
Ex Ilva Taranto, operaio muore durante un controllo: sciopero immediato

(Foto: l’ex Ilva di Taranto).

La tragedia si è consumata nello stabilimento Ex Ilva di Taranto, dove un operaio in servizio all’acciaieria 2 ha perso la vita dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto. Il lavoratore stava svolgendo attività di controllo delle valvole, una mansione ordinaria ma ad alto rischio, quando è avvenuta la caduta che non gli ha lasciato scampo.

Ex Ilva Taranto, operaio muore durante un controllo: sciopero immediato

L’allarme è scattato immediatamente e i soccorsi sono intervenuti in pochi minuti, ma le condizioni dell’uomo sono apparse da subito gravissime. Per lui non c’è stato nulla da fare. Un episodio che riporta drammaticamente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sul lavoro in uno dei siti industriali più complessi e delicati del Paese. Al di là delle cifre e delle statistiche, resta il costo umano, quello che non può essere compensato: una vita spezzata mentre si stava svolgendo il proprio lavoro.

La reazione immediata dei sindacati
Alla notizia dell’incidente, la risposta delle organizzazioni sindacali è stata immediata. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero immediato in tutti i siti del gruppo. Una decisione assunta come segno di lutto, ma anche come atto di denuncia verso una situazione che, secondo i sindacati, continua a presentare criticità irrisolte sul piano della prevenzione.
Le sigle metalmeccaniche chiedono che venga fatta piena luce sulla dinamica dell’accaduto e ribadiscono la necessità di rafforzare i controlli, la formazione e le misure di tutela per chi lavora quotidianamente negli impianti.

Accertamenti e verifiche in corso
Sull’incidente sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti, chiamate a verificare se fossero presenti tutte le misure di sicurezza previste e se le procedure operative siano state rispettate. Sarà fondamentale chiarire se vi siano state carenze strutturali, organizzative o legate alla manutenzione degli impianti. L’esito delle verifiche servirà non solo ad accertare eventuali responsabilità, ma anche a individuare correttivi per evitare che tragedie simili possano ripetersi.

Una ferita aperta nello stabilimento di Taranto
La morte dell’operaio riapre una ferita mai rimarginata nello stabilimento di Taranto, da anni al centro di un intreccio complesso tra produzione industriale, occupazione e sicurezza. L’ex Ilva è stata più volte teatro di incidenti e infortuni, alimentando un clima di preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie. Ogni episodio di questo tipo rafforza la percezione di una fragilità strutturale che necessita di interventi continui e non rinviabili.

Il costo industriale dopo la tragedia
Solo dopo il dolore e il cordoglio emerge l’altra faccia della vicenda: quella economica e industriale. Un incidente mortale comporta fermate produttive immediate, ispezioni straordinarie sugli impianti e la sospensione temporanea di alcune attività. A questo si somma l’impatto dello sciopero di 24 ore, che in un impianto siderurgico ad alta intensità di capitale significa mancata produzione, rallentamenti nelle forniture e possibili penalità contrattuali lungo la filiera.

I costi indiretti della mancata sicurezza
Oltre agli effetti immediati, la mancata sicurezza genera oneri indiretti rilevanti: indagini giudiziarie, procedimenti penali e civili, risarcimenti, aumento dei premi assicurativi e necessità di investimenti urgenti per l’adeguamento degli impianti. In un contesto industriale complesso come quello siderurgico, questi fattori possono incidere in modo significativo sui conti aziendali e sulla continuità produttiva.

Sicurezza come investimento strategico
I sindacati ribadiscono da tempo che la sicurezza non è un costo accessorio, ma un investimento strategico. Ogni euro risparmiato sulla prevenzione può trasformarsi in una perdita molto più elevata in termini di fermate produttive, contenziosi, danni reputazionali e instabilità industriale. La tragedia di Taranto lo dimostra ancora una volta: tutelare la vita dei lavoratori è un dovere etico, ma anche una scelta economicamente razionale per la sostenibilità di un grande impianto industriale.
La morte dell’operaio all’ex Ilva riporta così al centro una verità spesso rimossa: senza sicurezza non c’è industria, né presente né futuro.

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