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Contratti enti locali, ok al rinnovo: +277 € dal 2027

- di: Jole Rosati
 
Contratti enti locali, ok al rinnovo: +277 € dal 2027
Dopo un negoziato durato mesi, l’ARAN presenta una proposta che potrebbe garantire un aumento medio in busta paga di circa 277 euro al mese dal 2027 per i dipendenti del comparto enti locali. Ma le firme non sono ancora certe e i sindacati restano cauti.

Il quadro della proposta Aran

L’ARAN ha illustrato il pacchetto per i due cicli contrattuali del comparto Funzioni locali (triennio 2022-2024 e 2025-2027). Con una firma ravvicinata o contestuale dei due rinnovi gli aumenti medi — su tredici mensilità — ammontano a circa 232,08 euro mensili dal 2026 e circa 277,13 euro mensili dal 2027.

L’incremento risulta dalla combinazione dei due trienni:

  • ≈ 141,97 euro medi per il triennio 2022-2024;
  • ≈ 90,11–135,16 euro medi per il triennio 2025-2027.

Gli arretrati stimati per ciascun dipendente raggiungerebbero in media circa 2.195,39 euro: circa 1.773,53 euro riferiti al contratto 2022-2024 e 421,86 euro per l’annualità 2025-2027.

Le risorse e le criticità

Per il personale dei comuni (circa 342 mila lavoratori) sono previste risorse aggiuntive nella legge di bilancio 2026: 50 milioni di euro nel 2027 e 100 milioni di euro dal 2028, pari a un incremento medio di circa 18 euro al mese su tredici mensilità. La concentrazione temporale e settoriale di queste somme è però uno dei punti più contestati.

La Fp Cgil segnala che, per la tornata 2022-2024 — quella del picco d’inflazione — l’aumento è ancora limitato al 5,78% + 0,22%, ben lontano dal +16% dei prezzi registrato nel periodo. La prudenza resta quindi alta in vista del prossimo confronto.

Perché serve una firma rapida

L’urgenza di chiudere il 2022-2024 entro l’anno è considerata decisiva per rendere subito esigibili le somme già stanziate e avviare da subito il rinnovo 2025-2027, in parallelo agli altri comparti già firmati. Ritardi ulteriori rischiano di rinviare gli effetti economici al 2026.

Cosa cambia per i lavoratori

  • Gli aumenti di ~232 euro dal 2026 e ~277 euro dal 2027 migliorerebbero il potere d’acquisto, ma dipendono da una firma rapida e dall’attuazione integrale del pacchetto.
  • Le risorse aggiuntive dedicate ai comuni dal 2027-2028 attenuano l’impatto immediato sugli altri enti del comparto.
  • Il recupero dell’erosione inflazionistica resta parziale rispetto ai picchi del triennio 2022-2024.

Il prossimo passaggio è atteso al 3 novembre: da quella riunione potrà emergere se le ipotesi di aumento si trasformeranno in numeri in busta paga e in quali tempi.

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