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Eduscopio 2025: Roma supera Milano

- di: Anna Montanari
 
Eduscopio 2025: Roma supera Milano

Nell’edizione 2025 di Eduscopio la geografia del merito si muove, e per la prima volta Roma supera Milano negli indirizzi simbolo del liceo italiano. Il Visconti è di nuovo primo tra i classici, mentre il Righi guida lo scientifico, entrambi con punteggi superiori ai corrispettivi milanesi. Sul podio romano seguono il Mamiani, solido al secondo posto, e il Tasso, che completa il triangolo delle scuole storiche. Nei primi dieci restano infatti il Vivona, il Giulio Cesare, il Vittorio Emanuele II, il Tacito, l’Augusto e il Montale, confermando un baricentro educativo che nella capitale sembra più stabile che altrove.

Eduscopio 2025: Roma supera Milano

La sorpresa arriva però da via Giulia: il Virgilio esce dalla classifica per lasciare spazio a un paritario, il De Merode di piazza di Spagna, segnando un cambio di paradigma che pochi anni fa sarebbe apparso impensabile.

Milano tiene il passo, ma la mappa cambia
Nel capoluogo lombardo il Berchet torna primo tra i classici e il Volta mantiene la leadership tra gli scientifici. In classifica resta il Carducci, terzo, mentre il Beccaria scivola in quinta posizione. A completare la top five arrivano due scuole paritarie, il Sacro Cuore e il Carrel, segnale evidente di una concorrenza sempre più serrata tra pubblico e privato.

È proprio questa la novità dell’anno: la presenza delle private non è più episodica. Eduscopio racconta un mondo scolastico in cui le paritarie non solo resistono, ma in alcuni casi scavalcano istituti pubblici storici. Il De Merode a Roma è solo il caso più evidente di un trend che attraversa molte città italiane.

Oltre Roma e Milano: le città che cambiano passo
A Torino il quadro sorprende: in più indirizzi gli istituti della provincia superano quelli della città. Il Cavour riconquista il podio tra i classici, mentre nelle scienze umane spiccano due paritarie, la Sacra Famiglia e l’Agnelli, che sottrae allo Spinelli il primato dello scorso anno. Per lo scientifico l’Ancina di Fossano diventa il migliore della regione.

A Firenze gli istituti tecnici Galilei e Meucci registrano le migliori percentuali di occupazione a due anni dal diploma, mentre tra i professionali guida l’agrario. Sul fronte universitario, il Machiavelli è il più efficace in tre indirizzi: scientifico, linguistico e scienze umane. Tra i classici restano in testa Galileo e Michelangiolo.

A Bologna il Galvani mantiene il primato sui classici battendo il Minghetti, il Copernico conferma la leadership tra gli scientifici, mentre il Fermi guida le Scienze Applicate. Sorprende la crescita delle scuole di provincia: il Rambaldi Valeriani di Imola passa dal terzo al primo posto, superando anche i licei cittadini in una classifica costruita su 19.773 diplomati dell’area metropolitana.

A Genova il Cassini resta il miglior scientifico e il Colombo prevale ancora sul Mazzini tra i classici. Per Scienze Umane svetta il Marconi Delpino di Chiavari. Sul fronte dell’occupazione, il Primo Levi di Ronco Scrivia raggiunge l’84% dei diplomati impiegati entro due anni, seguito dal Natta Deambrosis al 75% e dall’Odero al 73%.

A Napoli il Convitto Emanuele II si conferma in vetta tra i classici, precedendo il Sannazaro e un Calamandrei che conquista il terzo posto scalzando l’Umberto I. Tra gli scientifici seguono il Mercalli e il Labriola.

A Palermo il Garibaldi torna primo fra i classici della provincia, mentre lo scientifico è guidato dal paritario Gonzaga, seguito dal Benedetto Croce e dal Cannizzaro. Anche fuori città emergono eccellenze a Gangi e Castelbuono. Tra tecnici e professionali si distinguono il Damiani Almeyda-Crispi, l’Enrico Medi, il Paolo Borsellino e il Pietro Piazza.

L’Italia della scuola cambia volto
Eduscopio 2025 fotografa un paese in movimento: Roma conquista una leadership simbolica, Milano resiste ma con nuove pressioni competitive, la provincia si prende un ruolo che da tempo sembrava smarrito e le scuole private avanzano come mai prima. La mappa educativa italiana si sta ricalibrando, e il confine tra pubblico e paritario non è più un margine rigido ma un terreno di confronto che modifica ranking, percezioni e scelte delle famiglie.

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