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Ecco tutti i dettagli della rottamazione quinquies: la svolta fiscale 2026

- di: Bruno Coletta
 
Ecco tutti i dettagli della rottamazione quinquies: la svolta fiscale 2026
Rottamazione quinquies 2026: cartelle cancellate, 120 rate, zero interessi
Cartelle “minori” cancellate, debiti ripartiti in 120 rate e zero interessi: la nuova rottamazione che fa respirare i contribuenti.

Cos’è e perché se ne parla

La rottamazione quinquies si profila come una delle misure più discusse e potenzialmente dirompenti della Manovra 2026, una pace fiscale di nuova generazione destinata a incidere su milioni di contribuenti. L’obiettivo dichiarato è duplice: alleggerire il peso dei debiti fiscali per chi si trova in difficoltà e recuperare per lo Stato somme che, in molti casi, sarebbero irrecuperabili.

Cosa prevede la misura nel dettaglio

Il provvedimento dovrebbe prevedere la cancellazione automatica delle cartelle di importo contenuto — verosimilmente fino a 1.000 o 5.000 eurosenza sanzioni né interessi. Per le posizioni di importo maggiore è invece previsto un piano di rateizzazione straordinario, fino a 120 rate mensili (dieci anni) per saldare il dovuto. In queste rate si pagherà soltanto il capitale, senza oneri aggiuntivi, e con importi costanti per tutta la durata del piano.

Anticipo del 5% e flessibilità dei pagamenti

Per i debiti superiori a 50.000 euro, la Lega propone di introdurre un contributo iniziale pari al 5% dell’importo complessivo: una sorta di anticipo obbligatorio che dovrebbe funzionare da filtro, garantendo l’adesione soltanto di chi intende realmente portare a termine il pagamento. Altra novità rilevante riguarda la flessibilità: si potrà saltare fino a otto rate, anche non consecutive, senza perdere i benefici della rottamazione.

Tempi di attuazione e platea interessata

Il calendario della misura è già tracciato: la bozza dovrebbe essere pronta entro il 12 settembre 2025, come annunciato dal presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia. L’inserimento nella Legge di Bilancio 2026 è l’obiettivo dichiarato, così da rendere operativa la misura già dal prossimo anno. Il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha spiegato che il provvedimento sarà calibrato esaminando i debiti maturati tra il 2000 e il 2023, per definire con precisione la platea di contribuenti interessati.

Il fronte politico

Dietro le quinte, il fronte politico è tutt’altro che compatto. La Lega spinge con forza, definendo la rottamazione quinquies un atto di “giustizia fiscale” verso chi, pur volendo saldare i propri debiti, si è trovato schiacciato da sanzioni e interessi. Giorgetti, pur consapevole delle esigenze di cassa dello Stato, non la considera una misura una tantum, ma un tassello di un più ampio rapporto di fiducia tra fisco e cittadini. All’interno della maggioranza, tuttavia, non mancano perplessità sui costi e sulle coperture, con il rischio che la misura si scontri con i vincoli di bilancio e con le priorità di spesa già individuate.

Cosa cambia rispetto alle edizioni precedenti

Se il testo dovesse passare senza stravolgimenti, la rottamazione quinquies segnerebbe un cambio di passo rispetto alle edizioni precedenti: cancellazione delle cartelle di piccolo importo, piani lunghi e sostenibili per i debiti più consistenti, assenza di interessi o sanzioni, maggiore elasticità nei pagamenti e un meccanismo di anticipo per le posizioni più elevate. Una combinazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe dare respiro a famiglie e imprese e allo stesso tempo garantire allo Stato un recupero concreto di gettito.

Le incognite operative

Come in ogni operazione di pace fiscale, il vero banco di prova sarà duplice: da un lato la reazione dei contribuenti, dall’altro la capacità dell’amministrazione finanziaria di gestire un’ondata di adesioni senza inceppare la macchina. E, soprattutto, la sostenibilità di una misura che dovrà convivere con le altre voci della prossima manovra, tra tagli Irpef, investimenti in sanità e nuove spese settoriali.

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