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Mutui, tassi in risalita: Taeg 3,71% e corsa al fisso

- di: Bruno Legni
 
Mutui, tassi in risalita: Taeg 3,71% e corsa al fisso
Mutui, tassi in risalita: Taeg 3,71% e corsa al fisso
Il costo dei nuovi prestiti per la casa torna a salire: a settembre il Taeg medio si attesta al 3,71%. Le famiglie spingono sul tasso fisso, mentre gli indici Irs restano su livelli che non favoriscono una discesa rapida. Nel frattempo la domanda di credito riparte e i depositi crescono: segnali di un mercato che cambia pelle.

Perché il fisso vince (ancora)

Oltre nove richieste su dieci si orientano sul fisso, malgrado alcune offerte indicizzate sulle variabili restino più basse sulla carta. La ragione è semplice: certezza della rata e schermatura dalla volatilità dei mercati. La scelta è stata rafforzata da un autunno in cui gli Irs a 10–30 anni sono rimasti appiccicati alla fascia medio-alta dell’anno, senza i cali netti che avevano alimentato speranze di sconti più generosi.

Cosa sta succedendo ai tassi

Il Taeg sui nuovi mutui è salito al 3,71% a settembre. È sotto i picchi del 2023, ma il calo atteso si è fermato. Sullo sfondo pesa la prudenza monetaria, ma anche le tensioni internazionali che spingono i rendimenti a lunga scadenza e, a cascata, i parametri dei fissi. Gli ultimi fixing indicano un Irs 10 anni vicino al 2,7%, il 20 anni attorno al 2,95% e il 30 anni a ridosso del 3%: livelli che non comprimono i listini dei mutui quanto basterebbe per un rimbalzo deciso dei tassi in giù.

Quanto pesa in rata: l’esempio concreto

Da inizio anno l’incremento medio dei tassi applicati è nell’ordine di due decimi di punto. Tradotto: su un mutuo da 150 mila euro in 30 anni l’aggravio tipico è di circa 18 euro al mese, cioè 216 euro all’anno. Su 120 mila euro in 25 anni l’impatto scende a circa 14 euro al mese. Per le famiglie, soprattutto con variabili “puri”, la stabilizzazione diventa un obiettivo: “Una mancata riduzione dei tassi è una notizia negativa per chi ha un variabile”, ha avvertito un’associazione di consumatori.

Domanda di credito: segnali di ripartenza

La domanda torna a muoversi. I finanziamenti alle famiglie per la casa risultano in crescita annua, mentre sul fronte imprese si consolida un ritorno di richieste per investimenti. La rischiosità media resta gestibile: i default rimangono attorno al 3%, confermando la tenuta del sistema produttivo nonostante il contesto internazionale sfidante.

Depositi in crescita: prudenza (e cuscinetto)

Un altro indizio della fase è la crescita dei depositi del settore privato, accelerata a settembre. Le famiglie, pur tornando sul mercato del credito, mantengono un cuscinetto di liquidità per navigare l’incertezza. È un comportamento coerente con l’orientamento al fisso e con la preferenza per durate medio-lunghe.

Fisso o variabile: come scegliere adesso

Chi compra casa oggi guarda al fisso per la protezione e per la prevedibilità del bilancio familiare. Il variabile resta un’opzione per chi ha orizzonti brevi, forte capacità di rimborso e propensione al rischio, o se si prevede un ciclo di tagli più rapido del mercato implicito. In ogni caso, surroga e rinegoziazione meritano un check: anche poche decine di punti base possono fare la differenza su 20–30 anni.

Cosa tenere d’occhio nelle prossime settimane

  • Fixing degli Irs: se i rendimenti scendono con continuità, i listini dei fissi seguiranno.
  • Prossime mosse della banca centrale: un linguaggio più accomodante può alleggerire il costo del denaro a lunga scadenza.
  • Dati su domanda e default: una ripresa degli immobili senza strappi e rischi stabili sostiene l’offerta di credito.

Le voci dal mercato

“La domanda di finanziamenti è tornata a salire, mentre la rischiosità resta stabile”, osserva un primario operatore informativo sul credito. “Per chi ha un variabile, l’assenza di tagli rapidi resta un problema concreto”, rimarcano le associazioni dei consumatori. Nel frattempo, diversi istituti propongono surroghe a tasso fisso intorno al 3,1–3,3% e variabili nell’area 2,7–2,9%, con condizioni che variano in base al profilo del cliente. 

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