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Mediobanca, utili frenati dalle ops: il conto della stagione Mps

- di: Jole Rosati
 
Mediobanca, utili frenati dalle ops: il conto della stagione Mps
Mediobanca, utili frenati dalle ops: il conto della stagione Mps
Ricavi stabili ma profitti compressi dalle spese straordinarie per le operazioni difensive. Dividendo in pagamento, bussola puntata su Compass e Generali, governance riallineata a Siena. Il mercato guarda al delisting e alla nuova tabella di marcia.

(Foto: Alessandro Melzi d’Eril , Ceo di Mediobanca).

Mediobanca archivia un trimestre di stabilità nei ricavi e di pressione sull’utile netto, il prezzo di una stagione di manovre che ha ridisegnato gli equilibri del credito italiano. Tra luglio e settembre i proventi si sono attestati attorno a 867,6 milioni, mentre il risultato finale si è contratto per l’effetto dei costi non ricorrenti legati alle operazioni societarie degli ultimi mesi. La banca guarda avanti con una bussola chiara: spingere il credito al consumo, rilanciare il corporate & investment banking dopo la flessione estiva, e valorizzare il contributo assicurativo.

Cosa è successo davvero

La dinamica è semplice quanto implacabile: le spese straordinarie per consulenze legali e finanziarie, gli impatti di cambio di controllo (monetizzazione dei piani in azioni e coperture D&O) e la difesa dalle operazioni concorrenti hanno limato il margine finale. Al netto di questi fattori, l’utile sarebbe rimasto vicino ai livelli dello scorso anno; a consuntivo, invece, la discesa è più marcata. È il prezzo del “grande risiko” dell’autunno, culminato con la nuova geografia dell’azionariato.

I motori che tengono acceso il gruppo

Nel mix di business emerge ancora una volta Compass: il credito al consumo resta il pilastro anticiclico, con ricavi in crescita a doppia cifra singola e una pipeline commerciale che beneficia della distribuzione diretta e dei canali digitali. Bene anche il contributo dalla partecipazione in Generali, in aumento, mentre il Wealth Management tiene la rotta con masse in progresso e raccolta positiva, pur risentendo della stagionalità estiva. Il Corporate & Investment Banking paga invece il prezzo della finestra di mercato più magra, con commissioni in recupero atteso nei prossimi mesi.

Dividendi, payout e calendario

La promessa agli azionisti è stata mantenuta: saldo dividendo in pagamento a fine novembre e payout integrale dell’utile sull’esercizio, una scelta che conferma l’orientamento a remunerare il capitale anche in una fase di transizione societaria. Con il riallineamento del perimetro a Siena, il gruppo si prepara a una nuova cadenza contabile e a un finale d’anno che, nelle guidance, vede ricavi in crescita “high single digit” rispetto al trimestre appena chiuso.

Governance e nuova architettura

Il consiglio di amministrazione ha aggiornato i comitati interni e definito un’organizzazione coerente con il nuovo assetto. È un tassello di una trasformazione più ampia: l’integrazione con la controllante prosegue a tappe forzate, con l’obiettivo di armonizzare processi, tempi e priorità. La fotografia è quella di un istituto che si riposiziona senza rinunciare alle sue specializzazioni storiche.

L’effetto Mps: perché conta

Il dato chiave dell’autunno è l’ascesa di Siena nel capitale, che ha consolidato il controllo oltre l’86% e aperto la strada a delisting e fusione. Tradotto: maggiore coordinamento industriale, possibili sinergie di costo e di ricavo, ma anche un ridimensionamento del flottante che cambia la relazione con il mercato. Per Mediobanca significa giocare una partita diversa, con obiettivi integrati e un profilo di rischio-rendimento ridisegnato.

Lo sguardo in avanti

Il mercato si aspetta tre cose. Primo: accelerazione commerciale sul credito al consumo, dove i tassi ancora elevati e la domanda di famiglie e retail sostengono i margini, pur con rigore nel rischio. Secondo: recupero dell’advisory e del capital market se la finestra invernale offrirà volatilità gestibile e pipeline M&A. Terzo: continuità nella distribuzione (dividendi) senza compromettere il capitale in vista della traiettoria di integrazione.

Il punto per gli investitori

Il trimestre dice che il motore c’è e regge: ricavi stabili, divisioni core in spinta, utile “aggiustato” resiliente. Ma il consuntivo incorpora il conto una tantum del risiko e mette in vetrina le priorità del nuovo corso: integrazione ordinata, disciplina sui costi, selettività del rischio, difesa della redditività. In altre parole, meno rumore tattico e più esecuzione.

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