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Deloitte: "Il cambiamento climatico è la principale sfida da affrontare per le aziende"

- di: Daniele Minuti
 
Il tema ambientale è e sarà la questione principale di cui si dovranno occupare le imprese italiane e i loro manager negli anni futuri, per rimanere al passo di un mondo che cambia sempre più velocemente, in particolare dopo lo scoppio della pandemia all'inizio del 2020.

È questo il messaggio lanciato dal Ceo di Deloitte Italia, Fabio Pompei (nella foto) che è intervenuto in occasione del World Economic Forum 2021 per illustrare il Resiliance Report annuale dell'azienda: "Più della metà dei leader d'azienda nel nostro paese, circa il 52%, è consapevole che il cambiamento climatico sia la sfida numero uno da affrontare visto gli effetti pesanti che questo fenomeno potrebbe avere sui propri affari. Le altre due tematiche che più preoccupano sono quella sanitaria e quella relativa all'istruzione dei dipendenti: se per la prima c'è una forte correlazione legata alla pandemia, la seconda era rilevante da già molto tempo. Secondo i dati di Davos, che confermano quanto mostrato in precedenza dal nostro RiGeneration Stem, in Italia c'è un grosso disallineamento fra skill della forza lavoro e skill richieste dal mercato, cosa che porta quasi un'azienda su quattro a non trovare i profili che ricerca".

Il report analizza l'atteggiamento verso gli scenari economici del futuro prossimo e la fiducia dei manager nella capacità di gestire eventi straordinari grazie a un'analisi compiuta su 2.260 amministratori delegati divisi fra 21 paesi di tutto il mondo (102 dei quali italiani). La crescita della consapevolezza sull'importanza del tema ambientale è dovuta anche alla pandemia, che ha amplificato la voce della comunità scientifica sugli effetti che le attività dell'uomo hanno sulla distruzione degli ecosistemi naturali: nonostante ciò, solo il 38% dei manager italiani pensa che le conseguenze del cambiamento climatico potranno essere peggiori di quelle del Covid-19.

Eppure i leader d'azienda nostrani sembrano crescere nella preoccupazione riguardante il cambiamento climatico, senza però aver ancora ottimizzato le loro attività nel campo. La media dei manager stranieri che pensa di aver fatto bene nell'onorare gli impegni in campo ambientali è del 35%, quella dei manager italiani è del 32%.
A chiudere sono arrivate anche le dichiarazioni dell'Audit & Assurance Leader di Deloitte Italia, Stefano Dell'Orto (nella foto in basso) che ha analizzato come tale consapevolezza possa tradursi in effetti concretamente visibili anche a livello economico.



"La consapevolezza di rischi e opportunità legati all'ambiente sono osservabili anche nei bilanci della società" - spiega Dell'Orto - "per questo abbiamo condotto lo studio "Climate Change" che rappresenta una possibilità per veicolare un'informativa consapevole e responsabile al mercato, in cui abbiamo rilevato che il 42% delle relazioni finanziarie contiene un'informativa climate. Si tratta di un processo appena iniziato ma se più del 40% delle relazioni finanziare affrontano questo tema vuol dire che è stato avviato. Nei prossimi anni quindi ci aspettiamo grandi cambiamenti per le società e quindi per i loro bilanci, sia in termini di assunzioni sottostanti le stime che in termini di articolazione e trasparenza di tali informative. Deloitte, in partnership con il World Economic Forum, va in questa direzione dato che la collaborazione ha portato alla nascita di un prototipo di informativa finanziaria relativa al clima. Solamente con queste iniziative potremo cambiare i meccanismi operativi con cui le imprese affrontano la sfida del cambiamento climatico e solo creando metriche universali ESG le imprese potranno fare la propria parte".
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