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Terziario Donna Confcommercio, Di Dio: "Le donne sono il capitale inespresso del Paese"

- di: Daniele Minuti
 
Terziario Donna Confcommercio, Di Dio: 'Le donne sono il capitale inespresso del Paese'
Dotto la presidenza di Patrizia Di Dio (nella foto), si è tenuta l'ultima edizione dell'evento Terziario Donna LAB in formato digitale dedicato all'Economia Generativa, che punta all'integrazione dei valori tramite un preciso modello di sviluppo e di politiche economiche. Ai lavori hanno partecipato Sandro Formica (professore della Florida International University e co-fondatore dell’Osservatorio italiano sulla felicità e benessere), Cleo Li Calzi (Change manager), Vittorio Pelligra (Professore associato di Politica economica all’Università di Cagliari) e Fabio Fulvio (ideatore della collana Le Bussole di Confcommercio).

L'evento è stato aperto dall'intervento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha lodato il lavoro della presidente Di Dio alla guida di Terziario Donna: "Il Lab chiude un'esperienza fatta di impegno e risultati, trattando molti temi come l’economia della bellezza, il nuovo umanesimo, la sostenibilità fino al neuromarketing: dal 2015 le imprese femminili hanno contribuito al 75% della nascita di nuove aziende in Italia. La presenza femminile è cresciuta in qualità e preparazione. La strada fatta è tanta ma tornare indietro è purtroppo molto facile come abbiamo visto in questo periodo di pandemia dove la donna ha pagato un prezzo altissimo in termini di occupazione e di nuove imprese al femminile".

La presidente Patrizia Di Dio ha poi preso la parola: "Dopo un anno di pandemia vorremmo aiutare il sistema a ripartire e ci siamo poste la domanda su quale economia basarci: va attuata una rivoluzione, quella della generatività, l’economia Civile, l’economia che sia insieme valore economico, lavoro, sostenibilità ambientale, sostenibilità sanitaria, ricchezza di idee e senso del vivere. Sostenibilità ambientale e sociale. Per anni abbiamo sostenuto che le donne sono il capitale inespresso del Paese, la cui attivazione è stato il tema guida del lavoro del gruppo Terziario Donna specialmente ora che c'è da ricostruire un'economia".

"Se il tema dell'imprenditoria femminile è stato relegato a questione di disparità sociale" - continua Di Dio - "oggi deve diventare questione economica. Il Pnnr pone la direttiva della coesione sociale come strategia per il rilancio, non solo perché le donne sono un potenziale inespresso ma in quanto portatrici di principi guida che hanno orientato in modo lungimirante la direzione del nostro Gruppo. Nei nostri appuntamenti ci siamo occupati di temi come l’ Economia del Bene Essere, la parola simbolo con cui Terziario Donna definisce la valorizzazione di nuove forme di economie per la rimodulazione di modelli imprenditoriali antichi".

Capitolo consumatori: "Grazie alle loro scelte, hanno un grande potere in mano: vogliamo coi clienti un rapporto basato su buone relazioni, di fiducia, di cultura, di saperi, di valori. Che non verrà meno, nonostante nuove abitudini e attitudini, perché le persone avranno sempre desiderio di provare emozioni, di entrare in relazione con gli altri, di vivere esperienze. A questo proposito, ci colleghiamo all'Italia e all'espressione di Economia della Bellezza che esalta il nostro Bel Paese, sinonimo di bellezza per patrimonio culturale, artistico, monumentale, paesaggistico, ma anche per qualità di vita. Inoltre servirà farsi interpreti di quella che abbiamo chiamato Economia della Cultura e dei Saperi, che è la visione di sviluppo dalla forza dirompente di una nazione come l’Italia che, secondo alcune indagini, è addirittura il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale".

"Grazie a questo approccio" - conclude Di Dio - "potremo sfidare i mercati mondiali puntando su qualità e slow shopping, visto che l'Italia è debole sui prezzi ma ha altre armi da usare: valorizzando attitudini e cultura, migliorando a livello di società e ambiente, costruendo un'economia che dia emozioni e con valori forti alla base. Per troppo tempo abbiamo pensato che la felicità dipendesse dal livello dei consumi. Siamo ora tornati a cercare la felicità in ciò che non ha prezzo. Inoltre consideriamo che le imprese non sono solo un fatto economico, ma una delle espressioni della “rigeneratività” in grado di affermare il nostro punto di vista nel mondo, il nostro sistema di valori".

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