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Wall Street chiude in calo: Nasdaq e S&P 500 frenati dall’AI

- di: Matteo Borrelli
 
Wall Street chiude in calo: Nasdaq e S&P 500 frenati dall’AI
Wall Street chiude in calo: S&P 500 e Nasdaq ai minimi di tre settimane, pesa l’ansia sull’AI

La seduta si è chiusa con un segnale netto: la rotazione sul tech si è trasformata in vendita, con l’attenzione degli investitori che si è concentrata su un tema preciso — la sostenibilità finanziaria della corsa all’intelligenza artificiale (capex, leva, ritorni attesi). Il risultato è stato un arretramento degli indici, mentre sullo sfondo si sono mossi dollaro e materie prime.

Chiusura di Wall Street: indici e fotografia della seduta

A fine scambi, i principali listini hanno archiviato la giornata in territorio negativo: Dow Jones, S&P 500 e soprattutto Nasdaq hanno risentito del sell-off sui titoli legati all’AI e del repricing del rischio nel comparto.

Indice Chiusura Variazione
Dow Jones 47.885,97 -0,47%
S&P 500 6.721,43 -1,16%
Nasdaq Composite 22.693,32 -1,81%

Il mercato ha letto la sessione come una correzione “di qualità” più che come un panic-selling: il tema non è stato un singolo dato macro, ma la domanda che accompagna il 2026: quanti investimenti in AI sono economicamente difendibili e con quali tempi di ritorno?

Perché il tech ha trascinato giù il listino

Il catalizzatore è arrivato dal comparto infrastrutturale dell’AI: report e indiscrezioni su progetti di data center e sulla catena dei finanziamenti hanno riaperto il dossier capex + debito. In seduta si è visto un movimento coerente: pressione sui big della filiera (chip, cloud, hyperscaler) e ampliamento della prudenza anche su titoli “core” del Nasdaq.

  • AI e capex: tornano i dubbi sulla dimensione e sulla redditività degli investimenti.
  • Leva finanziaria: timore di un ciclo di spesa che richieda più debito, in un quadro di tassi ancora rilevanti.
  • Riposizionamento: gestione del rischio in vista dei prossimi dati su inflazione e consumi.

Valute: dollaro in recupero, sterlina debole, euro stabile

Sul mercato FX il dollaro ha recuperato terreno, con la narrativa che si è spostata dalle attese di tagli rapidi a un approccio più selettivo (Fed e dati). In Europa, la sterlina ha sofferto per l’impostazione dei futures sui tassi britannici.

Cambio / Indice Livello Indicazione di giornata
Dollar Index (DXY) 98,37 in rialzo
EUR/USD 1,174375 quasi invariato
GBP/USD 1,33749 in calo
USD/JPY 155,625 in rialzo

Nota operativa: il mix “equity risk-off + dollaro più forte” tende a irrigidire le condizioni finanziarie; è un motivo in più per cui il mercato guarda con attenzione ai prossimi rilasci macro e alle banche centrali (non solo Fed).

Materie prime: petrolio rimbalza, metalli preziosi in fermento

Petrolio

Il petrolio ha chiuso in rialzo dopo il fattore geopolitico (Venezuela) e i dati sulle scorte USA: la seduta ha visto un recupero che, per il settore energia, ha fatto da contrappeso parziale alla debolezza del tech.

Benchmark Settlement Variazione
Brent 59,68 $/barile +1,3%
WTI 55,94 $/barile +1,2%

Oro e argento

Sul fronte dei preziosi, la scena se l’è presa l’argento, con nuovi massimi e un’accelerazione che il mercato legge come combinazione di domanda finanziaria, deficit di offerta e narrativa “industrial-tech” (data center, solare, EV). L’oro ha seguito con tono positivo, sostenuto dalle aspettative sui tassi e dalla ricerca di coperture.

Strumento Livello Indicazione
Oro spot 4.334,01 $/oncia in rialzo
Oro futures (settlement) 4.373,9 $/oncia +1% circa
Argento spot 66,22 $/oncia record e forte rialzo
Argento (massimo intraday) 66,88 $/oncia nuovo massimo storico

Cosa guardare adesso: i prossimi catalizzatori

Il punto non è solo “tech caro o tech economico”. Il punto è: quanto durerà il ciclo di investimenti e quali società riusciranno a trasformarlo in margini (e non solo in crescita del fatturato). Nel breve, tre driver possono dettare il ritmo:

  1. Dati di inflazione e consumi: decisivi per ricalibrare la traiettoria dei tassi.
  2. Commenti Fed: ogni segnale su “quanto e quando” pesa su Nasdaq e dollaro.
  3. Geopolitica ed energia: il petrolio resta sensibile a headline risk e scorte. 
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