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Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale: "La Great Resignation italiana è rinviata"

- di: Daniele Minuti
 
Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale: 'La Great Resignation italiana è rinviata'
È stato pubblicato il quinto Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale (col contributo di Credem, Edison e Michelin), che ha analizzato le decisioni a livello contrattuale degli italiani, andando ad analizzare la realizzazione dello scenario della Great Resignation, cioè il trend di dimissioni di massa dai posti di lavoro, che era stato previsto in Italia.

Presentato il 5° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale

Secondo il report, questo scenario non si è concretizzato, col 56,2% degli occupati che non vuole lasciare il proprio posto pensando di non poterne trovare uno migliore (cifra che sale al 62,2% nella fascia 35-64 anni e al 63,3% per gli operai). Confermato l'alto numero di dimissioni volontarie nei primi nove mesi del 2021 (1.362.000, +29% su base annuale) ma questo dato va raffrontato con l'anno precedente, segnato dalla pandemia che ha portato a una paralisi del mercato del lavoro. 

Lo studio evidenzia grande pragmatismo dei lavoratori (niente dimissioni al buio per paura della precarietà del mercato del lavoro, nonostante un'alta insoddisfazione generale delle proprie occupazioni, all'82,3%). Il 58,1% ritiene invece di ricevere una retribuzione inadeguata al suo lavoro mentre il 68,8% si ritiene meno al sicuro rispetto a due anni fa (il 66,7% ha vissuto uno stress aggiuntivo sul lavoro).

Fondamentale l'apporto del digitale che però ha creato problemi per il 58% degli intervistati per ragioni tecniche mentre è ancora divisivo il tema smart working (il 25,1% lo rifiuta, il 32,9% è soddisfatto mentre il 42% vorrebbe una soluzione mista). Proseguono le dilatazioni dei tempi di lavoro, con quasi il 40% che dichiara di non avere abbastanza tempo libero.

Il rapporto infine si chiede come andare a colmare il gap di motivazione dei dipendenti, con le richieste più frequenti che sono retribuzioni più alte (91,2%), più servizi di welfare aziendale su sanità e assistenza familiare (86,5%), maggior supporto per soddisfare necessità sociali (75,2%). Contestualmente aumentano le imprese che agiscono in questi termini: per il 62,5% di un panel di responsabili di risorse umani di grandi imprese, il welfare aziendale è una priorità mentre il 71,9% è pronto ad attivarsi a riguardo.

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