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Caldaie, stop ai controlli in casa: cosa cambia davvero

- di: Bruno Coletta
 
Caldaie, stop ai controlli in casa: cosa cambia davvero
Una bozza di decreto del Ministero dell’Ambiente potrebbe cambiare per sempre il sistema di verifica degli impianti termici in Italia.

Semaforo rosso per gli ispettori in casa?

Sta facendo discutere nei corridoi istituzionali e tra i tecnici del settore la bozza di un nuovo DPR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che punta a rivoluzionare i controlli sugli impianti termici domestici. Secondo quanto trapelato, uno degli snodi più controversi riguarda l’eliminazione delle ispezioni “in loco” su quasi tutte le caldaie a gas sotto i 70 kW di potenza — praticamente la totalità degli impianti domestici in Italia.

La misura farebbe decadere l’obbligo di verifica fisica all’interno delle abitazioni, sostituendolo con controlli documentali effettuati a distanza dagli enti delegati. Una semplificazione che — a prima vista — promette di snellire gli oneri burocratici per cittadini e imprese.

Quali caldaie sono coinvolte?

  • Quasi tutte le caldaie domestiche a gas con potenza inferiore a 70 kW. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
  • In Italia si stima che questi impianti siano circa 20 milioni, di cui almeno 7 milioni con più di 15 anni di anzianità.

Nuovi criteri di controllo

Secondo la bozza, il nuovo standard nazionale prevederebbe:

  • Un solo controllo di efficienza energetica ogni quattro anni, da eseguire tramite dati e documenti trasmessi telematicamente.
  • La possibilità per le Regioni di prevedere frequenze più elevate, ma solo con motivazioni “robuste”.

Da un lato si parla di snellimento amministrativo, dall’altro questa flessibilità potrebbe scoraggiare politiche di controllo più rigorose come quelle adottate in territori con sistemi avanzati di verifica e manutenzione.

Le critiche degli artigiani

L’Unione Artigiani di Milano e Monza Brianza ha lanciato l’allarme: secondo la loro analisi, meno controlli tradizionali potrebbero tradursi in maggiore rischio per la sicurezza domestica e per l’ambiente.

Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani, ha dichiarato che pur comprendendo la volontà di alleggerire gli oneri per le famiglie, il rischio è quello di “scambiare un fastidio burocratico con un pericolo concreto”, paragonando l’eliminazione delle ispezioni sui generatori di calore alla rimozione delle revisioni periodiche per le auto.

I rischi reali: sicurezza e ambiente

I numeri, spesso trascurati nei dibattiti tecnici, dipingono un quadro significativo. Dati del Comitato Italiano Gas (CIG) mostrano che tra il 2019 e il 2023 si sono verificati oltre 1.100 incidenti collegati al gas domestico, con 128 decessi e quasi 1.800 feriti.

Ridurre i controlli in un settore dove la sicurezza è determinata anche dalla manutenzione regolare e dallo stato effettivo degli impianti potrebbe avere un impatto non solo sui rischi per gli utenti ma anche sulle emissioni in atmosfera — un tema cruciale nelle aree urbane con problemi di qualità dell’aria.

Lo stato attuale e il quadro normativo

Oggi la manutenzione e i controlli periodici delle caldaie sono regolati dal DPR 74/2013, che prevede frequenze specifiche di verifica, compresa la cosiddetta “bollinatura” con etichettatura di efficienza.

Sostituire queste verifiche con un sistema basato quasi esclusivamente sui dati trasmessi digitalmente comporta, secondo i critici, un presupposto: che esista un sistema informativo nazionale completo e affidabile, cosa che oggi — secondo diverse fonti — non è pienamente realizzata.

Opinioni a confronto

Proposta governo Critici e tecnici
Snellire gli oneri burocratici Maggiore rischio per sicurezza e ambiente
Controlli da remoto Servono verifiche in loco affidabili
Un controllo ogni 4 anni I sistemi avanzati regionali potrebbero essere penalizzati

Cosa succede adesso?

Si tratta ancora di una bozza di decreto — non definitiva — che potrebbe subire modifiche prima dell’approvazione finale. Il dibattito è acceso e vede coinvolti non solo associazioni di categoria ma anche enti locali e operatori del settore.

La proposta, se confermata, comporterebbe un cambiamento epocale nella regolazione degli impianti termici, con effetti economici, ambientali e di sicurezza che vanno monitorati con attenzione. Resta da vedere come risponderà il Parlamento e quali emendamenti verranno eventualmente introdotti. 

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