• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Dazi e Groenlandia gelano i listini: Europa giù, oro record

- di: Bruno Legni
 
Dazi e Groenlandia gelano i listini: Europa giù, oro record
Dazi e Groenlandia gelano i listini: Europa giù, oro record

Trump torna alla carica con le tariffe (e la Groenlandia): seduta nervosa, euro in spinta e Wall Street scivola a metà giornata.

La seduta europea è stata un concentrato di adrenalina e cautela: vendite diffuse sui listini, qualche fiammata selettiva sui titoli difensivi e un messaggio chiarissimo dal “termometro” del rischio geopolitico. Il mercato ha reagito alle nuove minacce tariffarie statunitensi legate al braccio di ferro su Groenlandia e rapporti transatlantici, mentre da Davos (World Economic Forum) sono arrivate parole pensate per smorzare i toni ma non abbastanza per spegnere la volatilità.

In Europa il colpo d’occhio è stato uniforme: rosso quasi ovunque, con l’attenzione puntata sulle scadenze politiche evocate nelle ultime ore (tariffe dal 1° febbraio e possibili contromisure europee nei giorni successivi) e sulla tenuta del ciclo economico. Sullo sfondo, un dato che racconta un’Europa meno pessimista sul futuro: il sentiment ZEW dell’Eurozona è salito a gennaio ai massimi da luglio 2024, segnale che il “sottofondo” macro non è completamente cupo – ma oggi ha vinto l’istinto di protezione.

Un passaggio chiave, dal fronte USA, è arrivato dal segretario al Tesoro: “c’è fiducia che gli USA e i Paesi europei troveranno una soluzione”, respingendo “l’isteria” su una possibile guerra commerciale. (Fonte: Teleborsa, Milano, 20 gennaio 2026, ore 17:51)

E mentre l’azionario arretrava, il mercato ha premiato i “rifugi”: oro sopra quota 4.700 dollari l’oncia (nuovi massimi), con l’argento a sua volta su livelli record. (Fonti: Reuters, 20 gennaio 2026; aggiornamenti materie prime in giornata)

Chiusure delle principali Borse europee (20 gennaio 2026): Euro STOXX 50 5.893,46 (-0,55%); STOXX Europe 600 602,68 (-0,72%); Francoforte (DAX) 24.683,29 (-1,10%); Parigi (CAC 40) 8.062,58 (-0,61%); Londra (FTSE 100) 10.121,49 (-0,72%); Milano (FTSE MIB) in area 44.7mila punti (circa -1,1%); Madrid (IBEX 35) 17.422,30 (-1,38%); Zurigo (SMI) 13.169,96 (-0,81%); Amsterdam (AEX) 991,17 (-0,16%); Varsavia (WIG20) 3.268,45 (+0,04%); Svezia (OMX SPI) 1.060,99 (-0,34%). (Fonte: MarketScreener, 20 gennaio 2026)

Il quadro è stato confermato anche dai dispacci di giornata: l’ansia da dazi e l’incertezza sulla traiettoria dei rapporti USA-Europa hanno riportato gli indici ai minimi di circa due settimane, con pressione su ciclici e finanziari e una rotazione parziale verso asset percepiti più protettivi. (Fonte: Reuters, 20 gennaio 2026)

Piazza Affari ha chiuso in scia con l’Europa: FTSE MIB 44.713,46 (-1,07%); FTSE Italia Mid Cap 60.152,38 (-0,96%); FTSE Italia Small Cap 37.241,79 (-1,03%). (Fonte: Borsa Italiana, Milano, 20 gennaio 2026, chiusura)

A Milano il mercato ha alternato accelerazioni e frenate, con una giornata dal sapore “risk-off”: banche e ciclici sotto pressione, mentre qualche titolo difensivo e legato ai servizi ha trovato sponde. In pratica, il listino ha fatto quello che fa quando la geopolitica bussa alla porta: riduce i rischi in portafoglio e compra coperture.

FTSE MIB – i migliori: Amplifon +4,92%; Campari +3,70%; Saipem +2,98%; Lottomatica +1,57%; STM +1,36%; Nexi +0,94%; Tenaris +0,61%; Prysmian +0,32%. (Fonte: Borsa Italiana/Teleborsa, Milano, 20 gennaio 2026)

FTSE MIB – i peggiori: Telecom Italia -2,85%; Buzzi -2,81%; Brunello Cucinelli -2,77%; BPER -2,61%; tra gli altri in scia negativa anche Intesa Sanpaolo (in calo nell’ordine del -2,4%). (Fonte: Borsa Italiana/Teleborsa, Milano, 20 gennaio 2026)

Mid Cap – i migliori: Comer Industries +2,64%; Technogym +2,41%; Ferretti +2,32%; Technoprobe +1,72%; Wiit +1,71%. (Fonte: Borsa Italiana, Milano, 20 gennaio 2026)

Mid Cap – i peggiori: Webuild -4,43%; Ariston Holding -3,48%; ERG -3,30%; Philogen -3,23%; Safilo -2,72%. (Fonte: Borsa Italiana, Milano, 20 gennaio 2026)

Small Cap – i migliori: E.P.H. +20,69%; Unidata +3,53%; Gpi +3,02%; Borgosesia +2,59%; Triboo +1,75%. (Fonte: Borsa Italiana, Milano, 20 gennaio 2026)

Small Cap – i peggiori: Mondo Tv -10,23%; Met.Extra Group -6,49%; I Grandi Viaggi -4,78%; S.S. Lazio -4,62%; Txt e-solutions -3,33%. (Fonte: Borsa Italiana, Milano, 20 gennaio 2026)

Sul fronte valute, l’euro ha sfruttato la debolezza del dollaro nella giornata segnata dalla ricerca di alternative al rischio USA: la valuta unica è stata indicata in rialzo in seduta e le reference rates BCE del giorno fotografano EUR/USD a 1,1728, EUR/JPY a 185,18 e EUR/GBP a 0,87220. (Fonti: BCE, 20 gennaio 2026; Teleborsa, 20 gennaio 2026)

Le materie prime hanno recitato un copione da manuale in giornata “tattica”: petrolio sostenuto anche dal dollaro più morbido e dalle news geopolitiche, gas in recupero, oro in modalità turbo.

Petrolio: Brent in area 64,87 dollari al barile (+1,45%); WTI in area 60,23 dollari (+1,41%). (Fonti: Investing.com dati storici 20 gennaio 2026; Reuters, 20 gennaio 2026)

Gas europeo (TTF): futures front-month intorno a 35,875 euro/MWh (+2,16%). (Fonte: Investing.com, 20 gennaio 2026)

Oro: record oltre 4.700 dollari; spot in area 4.737,18 $/oncia (+1,5%), con picchi intraday più alti. Argento su nuovi massimi e poi in assestamento in area 94,37 $/oncia. (Fonte: Reuters, 20 gennaio 2026)

Sul mercato dei titoli di Stato italiani, il classico indicatore di “ansia” domestica è tornato a farsi notare: spread BTP-Bund visto in area 63 punti (indicazioni intraday), con BTP decennale intorno al 3,47%. (Fonte: Teleborsa, Milano, 20 gennaio 2026, ore 17:51)

Oltreoceano, il ritorno agli scambi dopo la pausa festiva ha avuto un sapore amaro: a metà seduta Wall Street era in calo, con tecnologia e “megacap” nel mirino e volatilità in risalita. Indicazioni: Dow Jones circa -603 punti, S&P 500 -1,29%, Nasdaq -1,56%. (Fonte: Reuters, New York, 20 gennaio 2026)

Il filo conduttore, insomma, è tutto nella parola che oggi i trader hanno pronunciato più spesso di “earnings”: credibilità. Perché le tariffe minacciate – e il modo in cui vengono presentate – non pesano solo sui modelli di business, ma anche sulla fiducia in un perimetro di regole stabile. E quando la bussola si muove, i mercati fanno quello che sanno fare meglio: ricalcolano il rischio, in tempo reale. 

Notizie dello stesso argomento
Trovati 21 record
Pagina
2
18/01/2026
Istituto Bruno Leoni (IBL): il caso Corona e la Tax credit cinema
Il caso Corona riaccende il dibattito sul tax credit cinema: il problema non è l’opera, ma...
18/01/2026
Minneapolis assediata: Ice sotto accusa, Walz e Frey nel mirino
Minneapolis in tensione dopo la morte di Renée Good: indagine del DoJ su Walz e Frey, prot...
18/01/2026
New York, fuga di imprese: 8.400 chiusure in tre mesi
A New York City crollano le imprese attive: 8.400 chiusure nel secondo trimestre 2025 cont...
16/01/2026
Artico, la nuova strategia italiana: sicurezza, ricerca e imprese nel Nord
L’Italia aggiorna la sua postura sull’Artico, fissando una rotta più chiara in una regione...
16/01/2026
Sprechi alimentari e risparmio: Mondelez punta su Too Good To Go, svolta filiera?
Nuova partnership tra Mondelez International in Italia e Too Good To Go
16/01/2026
Harvard arretra, la Cina avanza: l’università globale cambia volto
Harvard perde terreno nei ranking globali mentre le università cinesi avanzano. Ricerca, f...
Trovati 21 record
Pagina
2
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia