Spagna, via libera alla fusione fra Bankia e CaixaBank

 
Dopo la fusione fra Ubi Banca e Intesa San Paolo annunciata alla fine di luglio e le voci che vorrebbero UBS e Credit Suisse pronte a fare la stessa cosa in Svizzera, anche la Spagna si appresta a dare il benvenuto a un nuovo colosso bancario nato dall'unione di due istituti storici.

È infatti arrivato il via libera dai rispettivi Consigli di Amministrazione per la fusione fra Bankia e CaixaBank, operazione da cui dovrebbe prendere vita la nuova banca più importante di tutto il paese iberico che vanterebbe un totale di attivi che supera i 664 miliardi di euro.

Tecnicamente il termine "fusione" non sarebbe corretto al 100% visto che l'operazione sarebbe a tutti gli effetti un'acquisizione di Bankia da parte di CaixaBank: il gruppo nato in Catalogna e che ora ha sede a Valencia possiede un valore di mercato che ammonta a quasi il triplo rispetto al primo istituto e un'attività due volte maggiore.

Via libera in Spagna alla fusione tra CaixaBank e Bankia, matrimonio da cui nascerà la maggiore banca del Paese iberico con asset per circa 600 miliardi di euro. Dalla fusione nasce la più grande banca nazionale spagnola con oltre 664 miliardi di euro di attivi totali. Con la loro dichiarazione, i CDA hanno spiegato di attendersi delle sinergie di costo di circa 770 milioni di euro ogni anno che saranno realizzate a pieno entro la fine del 2023, con nuovi ricavi annuali di 290 milioni di euro nei prossimi 5 anni.

Come spiegato dal Sole 24 Ore, i termini dell'accordo consistono in un rapporto di cambio di 0,68 azioni ordinarie di La Caixa per ogni azione Bankia, includendo anche un premio del 20% sul rapporto di cambio alla chiusura del 3 settembre, cioè prima che venissero diffuse le prime indiscrezioni sulla possibile chiusura.

L'operazione sarà uno shock nell'orizzonte bancario spagnolo, con lo stato che deterrà il 14% della nuova entità attraverso il ministero dell'economia: l'istituto che nascerà dalla fusione avrà un valore di borsa di circa 16 miliardi di euro e supererà Bbva e Santander come quota del mercato domestico controllata, di 30 punti percentuali.
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