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Osservatorio consumi Confimprese-EY: abbigliamento in picchiata -31%. Recuperano ristorazione e travel

- di: Barbara Leone
 
Osservatorio consumi Confimprese-EY: abbigliamento in picchiata -31%. Recuperano ristorazione e travel
Compriamo pochi accessori e vestiti, e però mangiamo e viaggiamo di più. E’ questo il succo dei dati elaborati dall’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e retail non food redatto da Confimprese-EY. Lo studio evidenzia un rallentamento delle vendite nel mese di marzo 2022, che chiude a -19,3% rispetto a marzo 2019, anno pre-pandemia. In picchiata il settore abbigliamento-accessori, che chiude il mese a -31,3%. Mentre recupera il settore della ristorazione (-8,7%) e soprattutto il travel (-18,6%). Perdono invece terreno il retail non food (-8,7%), i centri commerciali (-25,8%) e le high street (-27%). Lo shopping di prossimità conferma le mutate abitudini d’acquisto dei consumatori con una flessione contenuta a -7,9%, il che fa pensare ad un trend ormai consolidato anche per il futuro.

“Il mese di marzo - chiarisce Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail Confimprese - mostra un discreto recupero della ristorazione, che peraltro deve affrontare significativi problemi sul lato dei costi e della disponibilità di materie prime ed energia. Conferma, invece, una fortissima contrazione il comparto abbigliamento-accessori, che vede ulteriormente aggravarsi la situazione. Questo scenario desta preoccupazione, anche perché aggravato dall’aumento dall’inflazione e dal conflitto in Ucraina, che pone seri dubbi su una ripresa a breve termine del retail. Un segnale di distensione - precisa Maiocchi - arriva dal travel, che con una flessione contenuta del -18,6%, fa ben sperare in un ulteriore recupero nei prossimi mesi, che saranno cruciali sia per l’andamento della situazione geopolitica sia per quello dei consumi”.

Mentre Stefano Vittucci, Consumer Products and Retail Sector leader di EY in Italia commenta così i dati: “Il trend sui consumi degli italiani di marzo 2022, paragonato allo stesso periodo del 2019, dunque un anno prima dello scoppio della pandemia, registra dati ancora negativi a -19,3%, con il record del settore abbigliamento e accessori a -31,3%. Nonostante gli ultimi due anni abbiano profondamente mutato le abitudini di consumo degli italiani, sempre più orientati a fare acquisti in modalità digitale, i dati ci evidenziano anche la volontà dei consumatori di tornare a valorizzare il proprio tempo libero. Un trend dimostrato dalla ripresa del travel a - 18,6% e l’aumento dei consumi nelle città del sud, con Napoli che fa registrare l’unico trend con segno positivo tra le città italiane a +35,4%, grazie anche all’apertura di nuovi punti vendita”.

Entrando nel dettaglio dell’indagine vediamo che nelle aree geografiche lo stato dell’arte conferma la flessione con il Nord-est che registra l’andamento più negativo a -28,8%, seguito da Nord-ovest -19,9% e Centro -17,4%. Il Sud tiene maggiormente e abbandona il double digit per chiudere a- 6,6%. Nello specifico i trend più negativi si rilevano per il Veneto -31,9%, Marche -28,9%, Piemonte -27,8% e Trentino-Alto Adige -27,6%. Aumentano però le regioni che riescono a rimanere sotto i dieci punti percentuali tra cui Campania -2,7%, regione con il trend migliore, Abruzzo -6,3%, Calabria -6,6%, Puglia -8,2% e Sicilia -9,6%. Segue, poco distante, la Liguria -10,5%. Le altre regioni faticano a tornare ai livelli pre-pandemia con Lazio -11,4%, Sardegna -12,8%, Lombardia -17,5%, Toscana -24,7%, Friuli-Venezia Giulia - 25,8%, Umbria -26,4% ed Emilia-Romagna -26,9%. Napoli registra un +35,4%, posizionandosi come l’unica città con segno positivo: un valore reso possibile anche grazie all’apertura di nuovi punti vendita, che non erano presenti in città nel 2019. Seguono Milano -4,6%, Palermo -6,2%, Genova -6,8% e Roma -12,6%. I valori peggiori si registrano invece a Venezia -35,8%, Bologna -34,0%, Firenze -28,6%, Torino - 27,6% e Verona -21,7%.
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