L’arte salvata. Dagli States 60 reperti tornano a casa

- di: Samantha De Martin
 
C’è un busto maschile in bronzo, gli occhi grandi, lo sguardo intenso, appartenuto forse a una statua a figura intera datata I secolo a.C. E c’è una pittura parietale di ambito vesuviano, proveniente da Ercolano, dai colori brillanti, che ritrae Ercole bambino nell’atto di strangolare il serpente. E ancora una testa in marmo di Atena, un’olpe corinzia, piatti da pesce, elmi, anfore di vario tipo, a comporre uno straordinario tesoro di 60 reperti archeologici rimpatriati dagli Stati Uniti, dov’erano stati commercializzati da trafficanti internazionali, grazie all’impegno dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) insieme al New York County District Attorney’s Office (DAO). Le opere, il cui valore stimato si aggira intorno agli oltre 20 milioni di dollari, testimonianze viventi del nostro patrimonio condiviso, erano state offerte in vendita da alcuni broker dell’arte, per confluire in collezioni private statunitensi.

Questi preziosi oggetti, che coprono un arco di tempo compreso tra il VII secolo a.C e il I secolo d.C, provenienti da furti o da scavi clandestini, erano stati immessi nel mercato antiquario internazionale attraverso transazioni effettuate da ricettatori di beni culturali e mercanti d’arte, senza le prescritte autorizzazioni, per poi essere commercializzati nel mercato statunitense. Si tratta di testimonianze che nessuno aveva mai visto non essendo questi reperti noti al mondo accademico fino alla data della loro acquisizione nel mercato antiquario.  I 60 gioielli tornati a casa, frutto del saccheggio dei siti archeologici italiani ad opera di trafficanti senza scrupoli, rimasti a lungo in musei, case private e gallerie estere senza alcun diritto di proprietà, sono stati presentati ieri, nel corso di una conferenza stampa, nella Sala Spadolini del MIC - Ministero della Cultura - e saranno esposti temporaneamente al Museo dell’Arte Salvata, a Roma, prima di essere destinati ai poli museali di appartenenza, dai quali sono stati trafugati.

“Oggi - ha spiegato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano - presentiamo il frutto di un’attività corale, un’efficace collaborazione internazionale legalitaria che vede protagonisti uomini e donne che operano con professionalità e cuore. Il recupero di questi reperti da parte dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale è un grande successo nell’ambito delle attività di contrasto al traffico illecito dei beni che appartengono alla nostra nazione. Ringrazio l’Arma per il prezioso e insostituibile lavoro quotidiano svolto in ogni parte del mondo”. Questa straordinaria restituzione è infatti il frutto della collaborazione tra le istituzioni americane a quelle italiane, tra i Carabinieri TPC coordinati dal generale Vincenzo Molinese, il DAO, con il Viceprocuratore colonnello Matthew Bogdanos, le autorità giudiziarie nazionali, gli esperti del Ministero della Cultura che hanno fornito il necessario contributo tecnico-scientifico e il Ministero degli Affari Esteri. “Abbiamo portato a termine un’importante operazione - ha commentato il Generale Molinese - grazie alla preziosa collaborazione italo-americana. La cooperazione tra le magistrature dei due Paesi ci ha consentito di ottenere un risultato di storica portata”. 


Nella foto: Kylix attica ad occhioni con maschera di Dioniso, 500 a.C | Courtesy MIC
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