Tregua fragile a Gaza: ostaggi in attesa di libertà mentre Israele si ritira da Rafah

- di: Bruno Coletta
 

Il fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas è entrato in una fase cruciale, con entrambe le parti che manovrano per consolidare le proprie posizioni. Alle 7:30 di oggi è iniziata una tregua temporanea della durata di sei settimane, ma la situazione resta tesa.

La lista degli ostaggi e il rilascio promesso
Un alto funzionario di Hamas ha confermato che il gruppo ha consegnato a Israele la lista degli ostaggi che saranno liberati. Tra questi, come riportato da The Times of Israel, figurano Romi Gonen, Emily Damari e Doron Steinbrecher. La consegna della lista è avvenuta attraverso mediatori internazionali, come ha confermato un funzionario israeliano alla rete pubblica Kan.
Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che “senza i nomi degli ostaggi, il cessate il fuoco non potrà iniziare”. Netanyahu ha inoltre ribadito che il rilascio di 737 prigionieri palestinesi avverrà solo in cambio dei 33 ostaggi previsti dalla prima fase dell'accordo.

Ritirata israeliana da Rafah
Mentre Hamas e Israele discutono i dettagli dell'accordo, sul campo si registrano movimenti significativi. Fonti locali e il corrispondente arabo di Al Jazeera hanno riportato che l'esercito israeliano ha iniziato il ritiro da alcune aree, tra cui Rafah, utilizzando il Corridoio Filadelfia lungo il confine con l'Egitto. Nonostante le immagini di veicoli militari che lasciano il centro città, l'IDF non ha ancora confermato ufficialmente queste operazioni.

Avvertimenti alla popolazione di Gaza
L’esercito israeliano, attraverso il portavoce Avichay Adraee, ha avvisato i residenti di Gaza di non avvicinarsi alle zone cuscinetto o ai soldati prima dell’inizio effettivo del cessate il fuoco. “È per la vostra sicurezza”, ha dichiarato Adraee su Telegram, aggiungendo che spostarsi in queste aree potrebbe mettere a rischio la vita dei civili.

Le parole di Netanyahu e le incognite future

Netanyahu ha descritto il cessate il fuoco come un accordo temporaneo, sottolineando che il ritorno alle armi resta un'opzione concreta se i negoziati per la seconda fase non dovessero andare a buon fine. “Se Hamas non accetta le nostre richieste di sicurezza, l'IDF tornerà a combattere con il pieno sostegno degli Stati Uniti”, ha dichiarato in un intervento ufficiale.

Il contesto regionale
Mentre gli occhi del mondo sono puntati su Gaza, altre crisi nella regione continuano a infiammare il Medio Oriente. Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un attacco a una portaerei statunitense, minacciando ritorsioni qualora si verificassero nuovi attacchi contro il loro territorio durante il cessate il fuoco a Gaza.

Le sfide della tregua

La fragile pace tra Hamas e Israele sarà testata nei prossimi giorni, con l'attenzione internazionale che si concentra sulla liberazione degli ostaggi e sull’attuazione delle clausole dell’accordo. Il ruolo dei mediatori internazionali sarà cruciale per evitare un nuovo ritorno alle ostilità.
Le prossime settimane rappresentano un momento decisivo per la regione, con la speranza che questa tregua temporanea possa trasformarsi in un passo verso una pace duratura.


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